Aria di tempesta in Transatlantico. Il Pdl con la sindrome da Aventino minaccia il blocco del Parlamento e le larghe intese traballano

10 luglio 2013 ore 12:54, Fabio Torriero
Aria di tempesta in Transatlantico. Il Pdl con la sindrome da Aventino minaccia il blocco del Parlamento e le larghe intese traballano
Aria strana in Transatlantico. Aria di crisi per le troppe fibrillazioni. Sindrome da Aventino che serpeggia nel Pdl, ‘blindato’ in riunione permanente a Montecitorio coi suoi parlamentari.
I problemi giudiziari di Berlusconi, l’annuncio del pronunciamento della Corte di Cassazione il 30 luglio (dossier diritti tv: accelerazione, rispetto alle previsioni che indicavano l’autunno inoltrato), le ‘sospette’ anticipazioni del Corriere, gli effetti della riunione del gruppo parlamentare finita ieri a notte fonda senza la presenza di Silvio Berlusconi (ha dichiarato che parlerà tra dieci giorni). E poi la ripresa stamani, dalle 9, per decidere la linea rispetto all’agenda parlamentare. Primi effetti: salta la cabina di regia su Imu e Iva convocata da Letta e i capigruppo della maggioranza per le 14, come ha anticipato il presidente dei deputati pidiellini Renato Brunetta. Non solo: probabilmente salterà anche la conferenza dei capigruppo, col rischio di un blocco dei lavori d’Aula e delle commissioni. Pdl sugli scudi, dunque. Parlamentari divisi tra “falchi” e “colombe”, “pesanti” e “leggeri” (a proposito di come dovrà essere la nuova Forza Italia) sono le questioni che in queste ore nei palazzi della politica pesano come macigni. E l’aria che si respira in Transatlantico è di incertezza e di attesa. Per ora, l’ordine di scuderia nel Pdl è disertare l’Aula. Ma in queste ore convulse serpeggia anche l’idea della “rivolta”, come fa intendere a Intelligonews un parlamentare che chiede l’anonimato e osserva perplesso: “Cosa raccontiamo ai nostri elettori afflitti dalla crisi economica, che facciamo cadere il governo? Che ci mettiamo a stoppare le iniziative amministrative dei nostri ministri? Nel novero delle opzioni e delle congetture irrompe un’altra considerazione: evidentemente nel Pdl c’è qualcuno che soffia sul fuoco, magari per vendicarsi di non essere stato accontentato nel giro di nomine governative. Insomma, la sindrome da Aventino del Pdl rischia di produrre macerie, nel partito e a Palazzo Chigi. Da una parte gli “istituzionali” che vorrebbero tenere in sella il governo delle larghe intese e il premier Letta, dall’altra “le amazzoni” che, invece, vogliono andare alla guerra. In mezzo Brunetta, il presidente dei parlamentari, nel ruolo di pompiere, lui che è un incendiario. Situazione in movimento, ma le previsioni meteo in Transatlantico non escludono “tempesta”.
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