Scuola, Malan (Fi): “Introdotta teoria gender. Il Pd dimentica quella piazza”

10 luglio 2015, Andrea Barcariol
Scuola, Malan (Fi): “Introdotta teoria gender. Il Pd dimentica quella piazza”
Critica la riforma della scuola, l’atteggiamento della magistratura nei confronti di Berlusconi e la posizione del Pd sulle unioni civili. Il senatore di Forza d’Italia Lucio Malan, intervistato da IntelligoNews, affronta tre degli argomenti caldi del momento.

La riforma della scuola è legge con 277 sì e 173 no. Un primo giudizio?

«Estremamente negativo. Innanzitutto c'è questo problema della teoria gender introdotta con un linguaggio subdolo che stabilisce l'obbligo di indottrinamento gender nelle scuole. La circolare del ministro mi sembra assai poco rassicurante perché non è detto che queste cose vengano fatte come attività extracurriculari. Nell'insieme è una riforma inutilmente verbosa che ha fatto cose a metà, quindi malissimo. Si danno grandi responsabilità ed enormi poteri ai presidi che però non sono sottoposti ad alcun controllo. La scelta degli insegnanti è a loro totale arbitrio, temo un'ulteriore egemonizzazione della sinistra del mondo della scuola».

Si è parlato molto di una cena tra monsignor Galantino e la senatrice Cirinnà per parlare del ddl sulle unioni civili. Crede a un Pd alla ricerca del dialogo con la Chiesa?


«Più che con la Chiesa il Pd dovrebbe pensare a dialogare con gli italiani, la Chiesa è un interlocutore importantissimo, ma tutti i sondaggi dicono che la stragrande maggioranza dei cittadini è contraria alle adozioni gay e agli uteri in affitto. Devono parlare con gli italiani, invece di ascoltare solo qualche intellettuale e qualche giurista. Pensano di avere in mano il Paese, bisognerebbe spiegargli che cosa è la democrazia».

Più facile ascoltare la Chiesa piuttosto che la piazza?


«Il Pd questa piazza sta facendo il possibile per dimenticarla, addirittura in una recente, divertente, intervista la Serracchiani ha finto di non sapere che c’era stata la manifestazione a piazza San Giovanna. Tutto ciò è notevole, in piazza io ho trovato diverse persone che mi dicevano di essere elettori del Pd che tra poco saranno ex elettori. L’attenzione verso di loro ormai è arrivata alla presa in giro».

Sorpreso dalla condanna per Berlusconi sulla compravendita dei senatori?

«Purtroppo è difficile anche sorprendersi davanti a certi tribunali che smaniano per fare irruzione nel campo della politica. Hanno pensato bene di sfruttare questa occasione per avere un momento di fama. C’è una condanna in mancanza di prove e in gran parte per fatti parlamentari. I magistrati sindacano sul come è sul perché il senatore De Gregorio avrebbe votato in quella maniera. E’ un’intrusione violenta nell’autonomia del Parlamento».

Incombe anche il Ruby ter.

«Sarebbe paradossale che Berlusconi, riconosciuto innocente, fosse condannato per aver indotto dei testimoni a dire la verità. E’ un altro paradosso del diritto, l’Italia era la culla del diritto per via dell’Antica Roma ora è diventata la tomba».


La scelta di azzoppare il leader di Forza Italia e magari favorire l’ascesa di Salvini leader del centrodestra potrebbe far comodo a qualcuno?

«Probabilmente sì. Salvini ha qualità comunicative ma è percepito da molti elettori come troppo estremista e non sufficientemente affidabile per guidare un Paese. Può dunque raccogliere un consenso necessario per acquisire una posizione di rilievo ma, nelle speranze degli avversari del centrodestra, non sufficiente a vincere. Per qualcuno potrebbe essere l’avversario ideale».


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