Scuola, Rampelli (FDI- AN): “Escono i precari entra il gender. Poi clientelismo e corruzione”

10 luglio 2015, Andrea Barcariol
Scuola, Rampelli (FDI- AN): “Escono i precari entra il gender. Poi clientelismo e corruzione”
E’ una bocciatura senza appello quella di Fabio Rampelli, capogruppo alla Camera di Fratelli d’Italia, sulla riforma della scuola approvata oggi in via definitiva. Il deputato, intervistato da IntelligoNews, evidenzia i punti critici per Fdi-An.

Civati ha già annunciato un referendum per abrogare la chiamata diretta. Cosa ne pensa?


«Abbiamo già dato la nostra adesione per la raccolta delle firme in calce ai quesiti referendari che si svilupperanno per abrogare il ddl scuola, con particolare attenzione per le norme sulle assunzioni e sulla teoria gender».


Cosa non vi convince del piano assunzionale?

«La sinistra con questa riforma ha perso ogni dignità, non solo ha messo per strada 80mila precari che stanno lavorando e hanno lavorato, taluni anche per 15 anni, ma hanno cercato anche di nascondere il più grande licenziamento di massa della storia repubblicana. Gli insegnanti che vanno in pensione alla fine della stagione scolastica verranno semplicemente rimpiazzati dai 48mila neo contrattualizzati. Tra questi, abbiamo persone che stanno in una graduatoria lontana del 1999, data dell’ultimo concorso pubblico, molti dei quali non hanno più niente a che fare con la scuola e svolgono ormai altre attività. Invece mettiamo per strada 80mila precari che hanno garantito per anni la possibilità di formare i ragazzi».

E sulla teoria gender?

«Siamo in campo già da un anno, quando ponemmo al ministro Giannini la questione della circolazione di opuscoli di propaganda gender fatti dall’Unar, un organismo di collaborazione della Presidenza del Consiglio, non un’associazione privata. Questo percorso di ideologia gender sta andando avanti, il ddl scuola avrebbe potuto mettere la parola fine ma purtroppo non è stato così».

Eppure c’erano state le rassicurazioni del ministro Giannini.

«Le rassicurazioni lasciano il tempo che trovano siamo sufficientemente adulti per capire che quello che conta, e spesso neanche basta, è quello che viene scritto nelle leggi. Delle rassicurazioni del ministro non sappiamo cosa farcene».

La circolare sul consenso informato non ritiene sia sufficiente?


«Le circolari non hanno il valore delle leggi, il prossimo ministro può fare una circolare totalmente opposta rispetto a quella della Giannini. E’ quindi uno strumento molto labile e mi fa specie che chi rappresenta la sensibilità cattolica all’interno del governo si sia fatto turlupinare da Renzi».

Tipo Ncd?

«Ncd in particolare, ad esempio alcuni centristi non si sono fatti prendere per i fondelli e hanno votato contro  proprio per respingere l’ideologia gender che nega l’appartenenza biologica. Un argomento del tutto irrilevante per un bambino».


Che voto darebbe complessivamente alla riforma sulla scuola?

«Abbiamo esibito una lavagna con la scritta “Bocciato” ed espresso un voto contrario anche per l’impianto culturale. Faccio riferimento soprattutto alla norma che dà poteri straordinari ai dirigenti scolastici, in un Paese dove recentemente sono emersi scandali come Mafia Capitale. In un periodo del genere non hanno avuto niente di meglio da fare che dare a un dirigente pubblico, che guadagna 2.500 euro al mese, la possibilità di chiamare gli insegnanti direttamente da un albo territoriale sottoponendolo così a pressioni irresistibili, soprattutto in alcune zone dell’Italia, da parte di poteri forti, ras locali e criminalità. Questa categoria avremmo dovuto proteggerla e non esporla per far entrare la corruzione e il clientelismo nella scuola».

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