Neonati abbandonati in Italia: allarme per un dramma settimanale

10 luglio 2015, Orietta Giorgio
Neonati abbandonati in Italia: allarme per un dramma settimanale
L’analisi dei casi di abbandono di neonati in Italia genera sgomento
: un bimbo a settimana non viene riconosciuto dalla mamma.
I dati della ricerca presentata a Roma, effettuata dalla Società italiana di Neonatologia (Sin), in collaborazione con il progetto “Ninna ho”, rivela che, secondo il Tribunale minorile, su 550.000 bambini nati ogni anno circa 400 non vengono riconosciuti

Il problema è ancora più allarmante di quello che si possa pensare, Costantino Romagnoli, presidente della Sin, ha specificato: “Il fenomeno è sicuramente più ampio di quanto riportato nelle cronache”.

Lo studio conoscitivo è stato condotto tra luglio 2013 e giugno 2014 nei 70 punti nascita (sui circa 500 presenti in Italia) che hanno risposto al questionario Sin. 
Giovanni Rebay, manager del network Kpmg, promotore del progetto insieme alla Fondazione Francesca Rava, ha commentato: "Su questo campione, il parto anonimo ha riguardato 56 neonati su un totale di 80.060 bambini nati, proporzione che rispecchia la media italiana. La maggior parte avviene in Italia Centrale e Settentrionale con rispettivamente 26 e 25 casi".

Chi sono le donne che abbandonano i propri figli? E perché? 
Le donne che arrivano a commettere un atto simile, in alcuni casi, soffrono disagi psichici o hanno problemi sociali (il 37%), due su dieci abbandonano il proprio figlio per paura di perdere il lavoro, oltre un terzo di queste donne sono italiane, hanno meno di trent’anni, non sono sposate e di solito hanno una scolarità medio-bassa

Come aiutare queste persone? Mariavittoria Rava, presidente della Fondazione Rava, ha spiegato: “da anni siamo impegnati ad aiutare le donne in difficoltà informandole della possibilità, consentita dalla legge, di partorire in anonimato e della possibilità di lasciare i propri bimbi in apposite culle termiche salvavita dislocate in diversi ospedali in tutta Italia. Qui rimarranno al caldo e verranno immediatamente presi in carico”.

Serena Battilomo, direttore ufficio Salute della Donna e dell’Età evolutivo del Ministero della Salute, conferma l’importanza di offrire un sostegno psicologico “a queste mamme fragili attraverso un maggior collegamento con i consultori famigliari. Molto spesso infatti, anche se non risulta dalle statistiche, dietro questi abbandoni ci sono situazioni di grande sofferenza collegate a violenze e maltrattamenti che le donne non denunciano”.

L'ultimo abbandono, per ora, risale al 6 luglio scorso: una bimba di circa sei mesi, è stata lasciata in una sala dell’ospedale di San Severo (Foggia). La mamma, una giovane donna polacca, è stata rintracciata subito e, chiamata a riconoscere la figlia, ha poi spiegato di voler rinunciare alla propria piccola per il timore di non poterle garantire una vita sicura.
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