Analisi sui dati Istat e il lavoro, in crescita davvero?

10 luglio 2015, Luca Lippi
Analisi sui dati Istat e il lavoro, in crescita davvero?
L’Istat ha reso pubblici i dati di maggio che riguardano la produzione industriale. 

Il report ci notifica che si tratta del maggiore incremento dall'agosto del 2011. Nella media dei primi cinque mesi dell'anno la produzione è aumentata dello 0,5% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.

Nel dettaglio: aumentano i beni strumentali (+2,3%), l'energia (+1,7%), i beni di consumo (+0,7%) e i beni intermedi (+0,6%). In termini tendenziali gli indici corretti per gli effetti di calendario registrano, a maggio 2015, un forte aumento nel comparto dei beni strumentali (+8,5%); in misura più lieve aumentano anche l'energia (+1,5%), i beni di consumo (+1,4%) e i beni intermedi (+0,4%).

Per quanto riguarda i settori di attività economica, a maggio i comparti che registrano la maggiore crescita tendenziale sono quelli della fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (+16,2%), della fabbricazione di mezzi di trasporto (+15,4%), e della produzione di prodotti farmaceutici di base e preparati farmaceutici (+10,5%). Le diminuzioni maggiori si registrano nei settori dell'attività estrattiva (-12,1%), delle industrie tessili, abbigliamento, pelli e accessori (-1,4%) e delle industrie alimentari, bevande e tabacco(-0,5%).

l'indice destagionalizzato della produzione industriale è aumentato dello 0,9% rispetto ad aprile. Le attese erano per una aumento dello 0,3%. Nella media del trimestre marzo-maggio la produzione è aumentata dell'1% rispetto al trimestre precedente.

Nella scia si mette il ministero del lavoro che comunica i dati sui contratti di maggio. Nel dettaglio: 

Nel mese di Maggio 2015 il numero di attivazioni di nuovi contratti di lavoro in tutti i settori di attività economica è stato pari a 934.258. Di queste, 179.643 (circa il 19%), sono contratti a tempo indeterminato, 643.032 sono contratti a tempo determinato, 19.728 sono contratti di apprendistato, 36.376 sono collaborazioni e 55.479 sono le forme di lavoro classificate nella voce “Altro”.

Nel mese di Maggio 2015 il numero di cessazioni di rapporti di lavoro per tutti i settori è pari a 749.551. Di queste, 179.372 (circa il 24%) sono relative a contratti a tempo indeterminato, 458.220 a contratti a tempo determinato, 13.230 sono contratti di apprendistato, 46.570 sono collaborazioni e 52.159 sono le forme di lavoro classificate nella voce “Altro”

Per differenza fra “tutte” le tipologie di contratti la differenza fra attivazioni e cessazioni è di segno positivo: +184.707.

Concludiamo con una riflessione; la metodologia usata dal ministero del lavoro nel produrre dati riguardanti l’occupazione è senza ombra di dubbio discutibile, i dati reali testimoniano una crescente debolezza dell’accumulazione di reddito nelle famiglie e quindi il dato quantitativo e quello qualitativo fanno la differenza. Come dire che dieci redditi mensili da 500 euro non possono essere paragonati per forza propulsiva ai consumi con tre redditi mensili da 1500 euro, questo è evidente, e sempre dando per scontato che i dati siano reali (le associazioni di categoria sostengono il contrario) ma noi non entriamo nel merito, ci è sufficiente l’evidenza dei dati macro.

Riguardo la produzione industriale, dobbiamo aspettarci una correzione poiché non esiste il conforto dell’aumento di domanda interna. Ogni rilevazione può essere uno spasmo di sistema, per esempio il continuo ridimensionamento del reddito in favore della maggiore redistribuzione nel medio termine procura stagnazione maggiore di quella appena rimossa per l’eccitazione di chi per la prima volta si trova a poter contare su un reddito minimo che presto diventerà insufficiente al crescere della variazione di abitudini di consumo. 

In buona sostanza, i dati si analizzano nel complesso e non nel dettaglio, avere troppe proteine può significare dover passare mesi negli ambulatori a curare la gotta a causa dell’assenza di un apporto alimentare bilanciato.

autore / Luca Lippi
Luca Lippi
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