Jobs Act, Airaudo: “Assunzioni grazie a incentivi, ma a termine. Il mio terrore è la grossa bolla”

10 luglio 2015, Andrea Barcariol
Prevede un settembre molto caldo sulla scuola, Giorgio Airaudo, parlamentare di Sel, intervistato da IntelligoNews, commenta anche i dati positivi sull'economia appena pubblicati dall'Istat e dal Ministero del Lavoro.

I dati Istat e del Ministero sull'economia evidenziano l’aumento dei posti di lavoro (+185.000) e la crescita dell’industria (+3%). Il Jobs Act forse non era così male come sostenevate?

Jobs Act, Airaudo: “Assunzioni grazie a incentivi, ma a termine. Il mio terrore è la grossa bolla”
«Le assunzioni ci sono grazie agli incentivi, che però sono a termine. Per 3 anni c’è una sorta di contribuzione, il mio terrore è che sia una grossa bolla e questi siano contratti a termine. Il problema del lavoro riguarda 9,5 milioni di disoccupati e 3,5 milioni di lavoratori poveri che non arrivano a 1.100 euro, sempre secondo i dati dell’Istat. Sono numeri importanti ma molto lontani da quelli che ci servirebbero, legati a finanziamenti che non sappiamo quanto dureranno. Per chi trova il posto di lavoro, comunque, è sempre una buona notizia, temo però  che sia una risposta insufficiente, precaria e molto onerosa per le casse pubbliche. Penso che il governo avrebbe dovuto incentivare i nuovi posti di lavoro non le trasformazioni cambiando tipo di contratto».


E’ arrivato il via libera alla riforma della scuola. Un giudizio?

«La risposta è già arrivata da studenti e docenti. La riforma è stata approvata dal Parlamento con soli 277 su 630 parlamentari, una minoranza che ha complicato la vita agli studenti, agli insegnanti e alle famiglie».

Qual è il punto che vi convince di meno della “Buona Scuola”?


«Ha la stessa caratteristica dei Jobs Act, sono tutte riforme che centralizzano, si trattano gli studenti come merci, si indebolisce la scuola pubblica, si creeranno scuole di serie a e serie b e si continueranno a finanziare le scuole private. Il pubblico praticamente paga il privato».

Eppure ci saranno 100mila assunzioni.

«Per il momento sono 48mila, gli insegnanti di cui la scuola ha bisogno sono molti di più, qualunque governo avrebbe dovuto affrontare il problema dopo il richiamo dell’Europa. Gli spot elettorali sono finiti, prima gli 80 euro, poi i contratti a tempo indeterminato che in realtà sono a termine, ora le 100mila assunzioni. Questo è un governo che cerca di usare tutto per mantenere un consenso di opinione ma gli italiani non se la bevono più. Quelle assunzioni erano dovute e indispensabili, ma sono troppe poche».

Un problema irrisolto è quello dei precari.


«C’è il problema dei precari, di coloro che avevano vinto un concorso che ora non vale più nulla, degli Ata (il personale non docente ndr), tutti problemi che il governo non ha risolto. E’ una riforma in puro stile renziano, decisionismo, saltano i corpi sociali intermedi, apertura a un mercato che rischia di creare ulteriori differenze in un Paese che ha un problema di coesione sociale dove la povertà è aumentata e il problema del lavoro non risolto. Il governo sta dando un contributo alla divisione del Paese alla diseguaglianza».

caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]