Processo escort, udienza-lampo per B. La lettera della D'Addario

10 luglio 2015, intelligo
Processo escort, udienza-lampo per B. La lettera della D'Addario
Seduta-lampo per Silvio Berlusconi al processo sul caso escort in corso a Bari. “Preferirei avvalermi della facoltà di non rispondere” ha dichiarato l’ex premier al presidente Luigi Forleo e ai giudici della seconda sezione penale del Tribunale di Bari. 

Citato come testimone dai legali di due imputati, Berlusconi ha espresso la volontà di non avere telecamere in aula e dopo l’udienza ha concesso di farsi fotografare con due donne, una avvocatessa e la sua assistita. Nessun contatto con Patrizia D'Addario che è giunta in ritardo, poco dopo che Berlusconi aveva lasciato la sede del tribunale. 

Proprio la D’Addario ai giornalisti ha dichiarato: “La mia vita è stata rovinata da questa vicenda”. E sul possibile incontro nella stessa aula con l’ex premier, ha aggiunto: “Non volevo incontrarlo oggi. A Berlusconi consegnerò una lettera. Sono otto anni che giro per i tribunali, mentre lui oggi è venuto qui e, dopo un secondo, è andato via”. 

Berlusconi si è presentato davanti ai giudici spontaneamente e al termine dell’udienza uno dei suoi legali, l’avvocato Francesco Paolo Sisto ha commentato: “C’è stato un grosso dispendio di energie per un gesto processuale di scarsa utilità, magari consentito sul piano formale ma del tutto inutile dal punto di vista sostanziale. Forse non era il caso di farlo venire apposta con rischi per la incolumità e la sicurezza”. 

I legali del leader di Forza Italia avevano già annunciato il silenzio del loro assistito proprio perché imputato in un processo collegato. Secondo l’accusa, l’ex presidente del Consiglio ier in concorso con l’ex direttore de L’Avanti Valter Lavitola, avrebbe indotto Gianpaolo Tarantini a mentire ai pm che indagavano sulle escort.


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