Scuola, Roccella (Ncd): "Il gender non entra per legge. Per questo fondamentale 'nostra' circolare"

10 luglio 2015, Marta Moriconi
Scuola, Roccella (Ncd): 'Il gender non entra per legge. Per questo fondamentale 'nostra' circolare'
Per Massimiliano Fedriga, intervistato da IntelligoNews, la riforma della scuola, passata ieri alla Camera, è una "controriforma-gender subdola e colpevole perché colpisce i bambini". E addirittura in un altro intervento Gianfranco Amato, avvocato e presidente dei Giuristi per la Vita, si è detto "pronto ad azioni forti contro la teoria del gender nelle scuole introdotta dalla legge varata oggi dalla Camera”.
Eugenia Roccella ci tiene a rimettere i tasselli a posto, contesta entrambe le posizioni e afferma che "bisogna evitare battaglie contro i mulini a vento. Non si può sparare a un uccellino con il bazooka - dice - perché poi finisce che quando arriva il rinoceronte noi abbiamo la fionda". La circolare del Ministro Giannini per lei è più importante di quel richiamo alla legge sul femminicidio che tanto spaventa l'associazionismo cattolico e che è inserito nella "Buona Scuola" di Renzi. 

Primo punto. Che tipo di riforma è quella sulla scuola? 

"Il mio parere è che si tratta di una riforma ragionevole, fatta nei limiti delle possibilità che abbiamo. Le assunzioni ci sono e ci sarà un processo graduale per queste, ricordiamo che c'è la crisi della Grecia in corso. Poi qualche principio graduale è stato inserito, si tratta di piccoli passi, non è una riforma rivoluzionaria, ma che introduce qualche elemento di responsabilità personale, di libertà per i presidi di costruire un progetto formativo. C'è il riconoscimento della libertà educativa per le paritarie, anche perché non è che statale è meglio di privato, se dovessimo lavorare così tutto l'ambito del terzo settore dovremmo criminalizzarlo, perché non è statale ma pubblico, fatto dalla cittadinanza attiva. Penso che grillini e Lega e qua e là persino Forza Italia, abbiano dimenticato che statale non è sempre meraviglioso, che la graduatoria non è sempre meglio della scelta individuale finalizzata a un progetto".

Ma c'è un caso. Fedriga è stato sospeso dopo che la Lega ha esposto cartelli con scritto "giù le mani dai bambini". E' vero o no che questa legge apre alla teoria gender? 

"Premesso che ormai si dice gender per chiamare cose diverse tra loro, non è assolutamente vero che questa legge introduce il gender nelle scuole. Lo dimostrano i fatti. Intanto questa legge cita semplicemente una legge che già c'è da due anni, che è la legge contro il femminicidio che è stata votata all'unanimità e che viene semplicemente richiamata. La legge sulla Buona Scuola non introduce nulla che non sia stato già introdotto. La prima volta che è passata alla Camera, tra l'altro, solo noi deputati del mio gruppo hanno sollevato un problema: abbiamo condizionato il nostro voto favorevole all'approvazione di un ordine del giorno sulla libertà educativa e a una presa di posizione pubblica del Ministro su questo. Il problema è uno...". 

Qual è il problema?  

"A ogni cosa va data la sua dimensione e la sua scala di priorità. Non si può sparare a un uccellino con il bazooka perché poi finisce che quando arriva il rinoceronte noi abbiamo la fionda. Il rinoceronte è il Ddl Cirinnà. E l'uccellino è la citazione della legge sul femminicidio all'interno della Buona Scuola, una legge di due anni fa". 

Quelli della Lega quindi sono solo slogan? 

"Certo. Non mi sembra che in altri momenti la Lega abbia sollevato questo problema. Per esempio non l'ha sollevato in Commissione, non l'ha sollevato durante la votazione della legge sul femminicidio alla Camera. Quindi il problema è che è facile alzare le bandiere, che ha anche una sua utilità e io ho votato per due ordini del giorno della Lega, però poi va anche fatta una lotta quotidiana coerente, anche nelle Regioni amministrate".

Passando al Ddl Cirinnà. Che ne pensa, un'arma contro il rinoceronte può essere la piazza del 20 giugno? 

"Assolutamente sì. E' stata una grandissima manifestazione, ricordiamo che è stata fatta in pochissimo tempo e non c'era la Cei dietro, come fu per il Family Day del 2007 di cui ero la portavoce. E' stata una piazza significativa perché spontanea, e politicamente ha fatto vedere plasticamente che dietro le battaglie contro la Cirinnà c'è un popolo pronto a manifestare. Tanto è vero che Scalfarotto, messosi a digiuno, si è domandato "dov'è il popolo che invece vuole manifestare a favore?" Proprio per questo bisogna evitare battaglie contro i mulini a vento...".

Non le vanno proprio giù le critiche alla Buona Scuola... E' una legge buona, che tutela i genitori dal gender? 

"Si, vorrei tornare sul merito di questa cosa. Primo: c'è la circolare che abbiamo chiesto come Ncd-Area popolare al Ministro, il nostro voto di fiducia era legato all'approvazione di questo strumento. E devo dire che è un ottimo mezzo rispetto alla legislazione vigente. Perché l'unico strumento che abbiamo contro il gender è affermare la libertà educativa dei genitori quindi affermare la loro responsabilità su questi temi. Il gender non entra per legge, tanto è vero che i Giuristi per la Vita hanno perso il ricorso che hanno fatto contro la lettura del 'Sei come sei' a scuola, e questo costituisce un grave precedente negativo. D'ora in poi è evidente che qualunque insegnante può far leggere il libro che crede ai propri alunni. Questo è avvenuto, così come i libretti Unar, prima ancora che si entrasse la legge sul femminicidio. Le iniziative come quelle delle letture, il ricorso perso lo dimostra, rientrano nel pieno diritto della libertà degli insegnanti. Invece ora, grazie alla circolare, si afferma che anche per le attività curriculari c'è bisogno di un'informazione ai genitori dettagliata e preventiva nel Piano di Offerta Formativa. Non ci possono essere più sorprese quindi, se quanto si vuole fare non c'è nel P.O.F. E' questo l'unico strumento che abbiamo perché il gender o iniziative ambigue entrino da mille canali, assolutamente non controllabili attraverso una normativa. Ci sono Asl che hanno chiamato in alcuni casi le mamme delle materne e piegato che i bambini di 2 o 3 anni non vanno educati ad essere maschi e femmine perché possono nascere dei disturbi di genere... Capite?".
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