Ddl Cirinnà, Gasparri risponde a Cecchi Paone: "Si adegui lo dica a..."

10 luglio 2015, Andrea De Angelis
Ieri Alessandro Cecchi Paone in una nostra intervista aveva definito la linea di Gasparri sulla famiglia "non più centrale" all'interno di Forza Italia, invitando il senatore forzista ad adeguarsi a quella della maggioranza. Oggi su IntelligoNews la risposta di Maurizio Gasparri che ha ribattuto punto per punto alle affermazioni di Cecchi Paone...

Ddl Cirinnà, Gasparri risponde a Cecchi Paone: 'Si adegui lo dica a...'
Come risponde a Cecchi Paone, si sente espressione di una minoranza?

«La mia posizione, di Palmieri, Malan e molti altri esprime una forte perplessità sui matrimoni gay e anche su altre formule. Siamo disposti a parlare di diritti laddove ci fosse qualche aspetto marginale da discutere, ma ricordando che questi sono già ampiamente tutelati dal nostro codice civile».

Insisto. Cecchi Paone ha affermato che anche Berlusconi ha lanciato un'operazione di avvicinamento con le associazioni gay.

«Cecchi Paone si sturi le orecchie. Berlusconi di recente, sia da Vespa che da Fazio, ha aperto a delle regolamentazioni di diritti, ma non certo all'equiparazione dei matrimoni omosessuali con quelli eterosessuali, così come non ha aperto alle adozioni. Io stesso non ho pregiudizi verso i diritti limitati e questa è la posizione largamente prevalente. Quella di chi invece è favorevole ai matrimoni e alle adozioni credo che sia largamente minoritaria, anzi io non ne conosco nessuno che la sostenga in Forza Italia. Se c'è, ripeto, è largamente minoritaria».

Di recente c'è comunque stato un cambiamento all'interno del partito su questi temi o no?

«Con il dibattito qualcosa è cambiato, ma contesto al signor Cecchi Paone che non può parlare a nome di nessuno perché non è nessuno, politicamente parlando. Soprattutto l'espressione "Gasparri si adegui" la utilizzi con suo fratello o sua sorella se li ha. Questo è un linguaggio che non accetto, anche perché un partito libero e liberale su simili questioni riconosce le posizioni di ciascuno. Io non mi adeguo a niente, questa espressione la usi con altri. Io difendo la famiglia tradizionale e la Legge Cirinnà sarà cambiata. Lo invito a rispettare il grande popolo di piazza san Giovanni...».

Cecchi Paone ha ricordato come si tratti di un popolo non benedetto dalla Chiesa...

«Non è vero, è un popolo benedettissimo da tanti esponenti della Chiesa e sbaglia chi nella Chiesa non lo ha benedetto. Cecchi Paone è diventato anche il Papa? Non gli chiedo di adeguarsi, ma quell'espressione con me non può usarla. Il principio del "si adegui" non esiste e quando lo incontrerò glielo dirò in maniera molto chiara. Si adegui lui alla Costituzione se vuole, e se non vuole farlo a me non interessa, ma non usi questa espressione con me».

Lei quindi è sicuro che il Ddl Cirinnà verrà cambiato. 

«Anche a causa dell'intolleranza, dell'eterofobia e dell'arroganza di molti omosessuali la Legge Cirinnà sarà cambiata. Questo è sicuro». 

Cecchi Paone ha ricordato ai manifestanti che non ci si mobilita contro i diritti degli altri, ma solo per i propri, altrimenti è meglio restare a casa. Come risponde?

«Quella è una manifestazione a difesa della Costituzione, lui evidentemente sta fuori, ma non mi scandalizza la cosa visto che anche la Costituzione si può cambiare. Quello, glielo ricordo, è il popolo che manifesta a favore della famiglia costituzionale». 






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