Davigo come il Papa: "Corruzione classe dirigente fa più danni microcriminalità"

10 luglio 2016 ore 10:15, Andrea De Angelis
Il monito arriva con fermezza, non chiede di essere interpretato. E ricorda da vicino quello espresso più volte da Papa Francesco che nel corso del suo pontificato ha più volte ammonito chi corrompe e si fa corrompere. Del resto il discorso è stato pronunciato al convegno dei Cattolici democratici.

"Nel 1992 erano molti i politici che si vergognavano di essere stati sorpresi a rubare. Ho detto, ricevendo molte critiche, che oggi in molti continuano a rubare, ma non si vergognano più. Ribadisco che molti lo fanno, che non vuol dire tutti: per distinguere le pecore bianche da quelle nere, bisogna fare i processi". Così il presidente dell'Anm, Piercamillo Davigo, al suddetto convegno.
La frase più ripresa dai giornali è la seguente: "I politici perbene non dovrebbero stare seduti vicino ai corrotti", ha detto Davigo. E puntualizza: "A qualche politico ho chiesto se si rendeva conto che se continuava a sedersi vicino a un corrotto, i cittadini fossero autorizzati a pensare che siete uguali. Sarebbe meglio dire 'finché c'è lui, io qui non mi siedo'. E forse allora - ha concluso Davigo - anche chi commette reati tornerebbe a vergognarsene".

Davigo come il Papa: 'Corruzione classe dirigente fa più danni microcriminalità'
La corruzione fa danni enormi secondo il presidente dell'Anm: "La corruzione della classe dirigente fa più danni della microcriminalità", "siamo in presenza di un sistema criminale, del tutto simile a quello di Cosa Nostra per la riscossione del pizzo". Ma poi c'è anche un affondo contro una certa classe politica rea di commettere un errore gravissimo. Così Davigo: "Il potere politico compie un errore gravissimo quando, di fronte a episodi di corruzione che riguardano esponenti politici, si limita a dire che occorre attendere che la giustizia faccia il suo corso". Per Davigo questo tipo di atteggiamento "è una sorta di delega della politica alla magistratura a compiere una selezione della classe dirigente. Ma la politica dovrebbe invece - secondo il presidente dell'Anm - dimostrare una propria, autonoma capacità di valutazione rispetto ai procedimenti giudiziari".
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