Marino braccato dal suo Pd, cambia sede

10 maggio 2013 ore 13:31, Francesca Siciliano
Marino braccato dal suo Pd, cambia sede
Il Pd è allo sbando e questo è un dato certo. Marino, candidato sindaco per il Pd, pian pianino sta scendendo nei sondaggi al punto che Alemanno, il sindaco uscente, ha recuperato e si attesta a una distanza di circa un punto percentuale.
E Marino, accortosi di questo calo vertiginoso, sta iniziando a prendere le distanze dal Pd e dal suo apparato.All'indomani della débacle cardinalizia dichiarava: «il Pd ha bisogno di una trasfusione di sangue». Oggi le parole sono diventati fatti e i rapporti tra il medico genovese e il partito in stato di evaporazione (si attendono le decisioni dell'assemblea piddina prevista domani) sono al lumicino, tesi come corde di violino, freddi come due ghiaccioli. Soprattutto da quando Marino, considerato una mina vagante nel Pd (ha vinto le primarie pur non essendo stato appoggiato dall'apparato), si è visto braccare da Enzo Foschi (zingarettiano di ferro) Michela Meta e Silvio Di Francia: i tre watchdog spediti dal partito per controllarlo, tre purosangue d'apparato. L'atteggiamento della nomenklatura, però, è andato di traverso al candidato Sindaco, che secondo gli spifferi di IntelligoNews ha deciso di traslocare, spostato alcuni dei suoi appuntamenti in una nuova sede in zona Eur. Volano gli stracci, dunque, anche nel Pd romano e laziale. Ma i democratici sanno perfettamente che per smacchiare il giaguaro Alemanno dovranno per forza soccombere alla pax mariniana.

 

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