Il nuovo album dei Radiohead sulla scia degli anni novanta e della denuncia sociale

10 maggio 2016 ore 7:44, Adriano Scianca

Dal singolo “Burn the witch” all’uscita del nuovo album “A moon shaped pool” l’alternative rock inglese Radiohead, guidata da di Thom Yorke, ribadisce le scelte musicali Ok Computer in poi, mai tradite neanche dopo l’inatteso successo dell’innovativo Kid A. Niente di nuovo quindi sull'orizzonte musicale, ma maggiore introspezione, storie di amori finiti e di sfida alla vita, che, più che atto ribellistico, suona come resistenza dell’anima. Alla soglia dei cinquant’anni gli artisti impegnati nel progetto musicale Radiohead moderano il loro slancio e si scoprono uomini fragili. Il canto d’amore nascosto tra le pieghe del disco “A moon shaped pool” sembra risentire della vicenda personale di Thom Yorke, separatosi dalla moglie, dopo aver avuto da lei due figli.

[Image:left] La luna del titolo rievoca il grigio della copertina, da cui figure irriconoscibili sembrano scappar via: il grigio della vita, la fuga di chi tenta a fatica di resisterle. Non è la prima esperienza di riferimento al sociale per la band inglese, li ricordiamo alle prese con l’alienazione sociale, la globalizzazione, il capitalismo selvaggio e non da ultimo i cambiamenti climatici; questa volta al centro del tema la catastrofe di un mondo andato in pezzi, per il quale non si può far niente, se non fuggire.

L’album è stato registrato nella meravigliosa cornice della Provenza, nello studio La Fabrique, ed è disponibile sul sito della band, sui servizi di streaming Apple Music e Tidal ma non su Spotify; grido d’accusa al governo musicale di internet? “A moon shaped pool” consta di 11 brani che si succedono nel solito ordine alfabetico. Si comincia con il conformismo della società contemporanea denunciato in “Burn the witch”, la cui musica rammenta perfettamente le scelte musicali della band anni novanta. Si prosegue sul sentiero della tragedia e della denuncia. Dalla protesta ambientalista di “The numbers” al sapore ecologista di “The present tense” si arriva a concludere con “True love waits”, pezzo atteso dai fan della band, criticato dai detrattori, che già parlano di disco manierista.

Al di là delle opinioni bisogna ammettere che la musica dei Radiohead a distanza di cinque anni dall'ultimo lavoro rimane musica di qualità, in un deserto di originalità che continua a crescere.

 

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