Anche Twitter "sfida" l'Fbi sui dati analitici: Dataminr inaccessibile all'intelligence Usa

10 maggio 2016 ore 10:00, Americo Mascarucci
Dopo il braccio di ferro con Apple per l'iPhone del terrorista di San Bernardino, nuove tensioni all'orizzonte tra Silicon Valley e le forze di sicurezza americane impegnate nella lotta al terrorismo. 
Twitter infatti ha negato alle agenzie di intelligence Usa l'accesso al servizio analitico Dataminr, usato per identificare, in tempo reale, i primi segnali di accadimenti come attentati terroristici o rivolte politiche. Il divieto, che non è stato annunciato pubblicamente, è stato rivelato dal Wall Street Journal che cita al riguardo come fonte autorevole un alto funzionario dell'intelligence Usa.
Dataminr è l'unica società esterna autorizzata da Twitter ad accedere a un feed in tempo reale dei cinguettii degli utenti, un'impresa in cui l'azienda americana partecipa con una quota azionaria del 5 per cento e che fornisce studi analitici a soggetti esterni. Inclusa l'intelligence USA, che apparentemente fa uso del servizio da due anni. 

Anche Twitter 'sfida' l'Fbi sui dati analitici: Dataminr inaccessibile all'intelligence Usa
Un tool importante ed efficace, quello fornito da Dataminr, che sarebbe stato in grado di "allertare" i propri clienti sugli attacchi terroristici di Parigi con un anticipo di 10 minuti rispetto alle ultime notizie trasmesse dai mezzi di comunicazione generalisti. 
Di fronte ad una richiesta di commento, Twitter ricorda la sua politica di impedire a terzi, compresi Datamnir, di vendere i dati ad agenzie governative per motivi di controllo.
La decisione presa dal social network, segue quella di altri grandi colossi della tecnologia che, secondo quanto affermato da loro, scongiurerebbero una deriva preoccupante per la privacy degli utenti. 
E il dibattito negli Usa è sempre aperto fra chi ritiene che le esigenze di sicurezza debbano venire prima del diritto alla privacy degli utenti e chi invece sostiene che la sicurezza non può essere utilizzata come pretesto per accedere ai dati criptatyi di ogni utente social con il rischio che poi, i servizi di intelligence possano arrivare a farne un uso disinvolto, quasi spregiudicato. 
caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]