Grecia, neanche i bisturi in ospedale, ma Eurogruppo va piano: aiuti rinviati

10 maggio 2016 ore 13:15, Luca Lippi
La Troika prende tempo, ma non c’è tempo, la Grecia ha un problema interno di tenuta sociale, oltre i problemi di carattere economico che sono noti. Scrivemmo un tempo che chi ha debiti non può sostuirli con altri debiti, è una questione elementare che non è immaginabile credere sia ignorata dai burocrati di Bruxelles.
Eppure l’austerity continua a essere l’unico sistema per fare uscire dalla crisi un Paese che non ha alcuno spazio di manovra per poter rimettere in carreggiata la sua carretta. Al governo del Pese c’è un signore che ha speso tutta la sua persuasione e la sua credibilità politica, per riuscire a convincere i suoi deputati e quelli conservatori dei Greci Indipendenti, a dare il proprio assenso al taglio delle pensioni più alte e all’aumento della tassazione per i redditi dei cittadini più benestanti, quelli meno colpiti dalla crisi. Ma è evidente che in questo momento non è possibile chiedere al governo di Syriza di far approvare nuove misure preventive. Quelle misure, pari al 2% del Pil, che secondo l’Fmi dovrebbero scattare in caso di mancato raggiungimento degli obiettivi previsti per l’avanzo primario. Tsipras punta tutto sull’inizio della trattativa per l’alleggerimento del debito.

Grecia, neanche i bisturi in ospedale, ma Eurogruppo va piano: aiuti rinviati

Anche Pier Carlo Padoan, che non è uno sprovveduto sulle questioni economiche (anzi) ha dichiarato Atene ha bisogno di una soluzione che renda il debito pubblico del paese (aumentato di quasi un terzo a causa della dissennata cura dell’austerity), realmente sostenibile. Per ricreare un clima di fiducia, dare un segnale ai mercati e agli investitori e far uscire il paese da quella “realtà compressa”, che ha reso difficilissimo fare qualunque progetto per il futuro, riuscire a pianificare la vita e il lavoro, a lungo o a medio termine.
Il paradosso è che anche il vicecancelliere tedesco Sigmar Gabriel chiede a tutti i paesi dell’Eurozona di iniziare il prima possibile i colloqui per l’alleggerimento del debito greco e promette di intervenire su Schauble per convincerlo a venire a più miti consigli. E sarà per questo che l'Eurozona cerca di disinnescare (goffamente) la bomba greca prima che esploda di nuovo andando ad aggravare la tenuta dell'Ue, già messa a dura prova dalla crisi dei migranti e dal rischio di una 'Brexit' a fine giugno. Ma la situazione non è semplice, la Grecia è ancora indietro rispetto alle richieste dei partner e la riunione straordinaria si conclude praticamente con un nulla di fatto, aggiornandosi al 24 maggio. 
la Grecia sprofonda sempre di più nel caos, tra l’arrivo delle migliaia di migranti sulle sue isole e l’assedio dei creditori internazionali che non mollano la presa e vogliono ottenere tagli al bilancio dello Stato per soddisfare i propri crediti. I creditori del paese ellenico, pur non avendo trovato ancora una posizione comune, insistono per una linea dura nei confronti del Governo di Atene, simile a quella tracciata da Poul Thomsen, responsabile del Fmi, il quale ha chiesto nuove misure di austerità calcolate in 7,5-9 miliardi di euro entro il 2018 ,insieme al taglio alle pensioni. Nel frattempo  l’inflessibile ministro delle finanze tedesco Schaeuble ha accusato il Governo greco di aver creato un “diversivo” con la crisi dei profughi profughi per non rispettare gli impegni che sono stati assunti per il superamento della crisi dell’Eurozona”.
Intanto in Grecia c’è aria di guerra civile, sottaciuta non si sa bene perché; la polizia greca si è scontrata violentemente con centinaia di agricoltori che manifestavano ad Atene contro la riforma delle pensioni che il Governo sta negoziando con gli organismi finanziari internazionali, la protesta è contro l’aumento delle tasse previsto dal Governo e contro la riforma delle pensioni, la cui misura più contestata è il taglio (dal 15 al 30%) per gli assegni dei pensionati che lasceranno il lavoro a partire dal 2016.
Ovviamente tutto questo non è risolutivo ma semplicemente asfissiante, lo sa anche un bambino, ed è piuttosto grottesco che l’Europa prenda tempo mentre in ospedale mancano anche i bisturi per operare. Quale sarebbe l’obiettivo, se mai ne esistesse uno comprensibile?

autore / Luca Lippi
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