Banche, Vegas: “Chiari i rischi” ma “Informazioni più chiare”, delle due una

10 maggio 2016 ore 13:10, Luca Lippi
Il presidente della Consob assolve in autonomia l’Istituzione, e fin qui niente da obiettare, non ha fatto altro che il dovere da burocrate aziendalista. 
Ha specificato in relazione alla questione delle banche fallite che le informazioni sui bond subordinati delle banche fallite riportate nei prospetti erano chiare. Gli strumenti dati in mano ai risparmiatori erano stati insomma redatti specificando i rischi che si correvano. Questo il senso del discorso del presidente Consob Giuseppe Vegas, che davanti al mercato finanziario ha difeso il lavoro dell'authority. 
Poi però deve avere un rigurgito di onestà intellettuale, e questo non è affatto un segnale negativo, piuttosto il conforto che non siamo proprio nelle mani di sprovveduti, e questo è altrettanto intellettualmente corretto riconoscerlo.
Vegas ha tuttavia specificato la complessità dei prospetti annunciando l'avvio di "una consultazione" su tre raccomandazioni volte a "informazioni più chiare" e maggiore "trasparenza". E ha peraltro evidenziato che "un eccesso di informazione equivale quasi sempre a una carenza di informazioni".

Banche, Vegas: “Chiari i rischi” ma “Informazioni più chiare”, delle due una

Il numero uno della Consob ha rimarcato che la vicenda della liquidazione delle quattro banche (Banca Marche, CariFerrara, CariChieti, Banca Etruria) è stato un evento che, se pure di dimensioni limitate in termini relativi, ha scosso profondamente la fiducia dei risparmiatori e dell'opinione pubblica nel sistema bancario "e ha avuto un fortissimo impatto psicologico ed emotivo". "In seguito ad esso è radicalmente cambiata la percezione dei rischi insiti nell'investimento in depositi e strumenti finanziari emessi da banche e si è imposto all'attenzione dell'opinione pubblica il tema delle obbligazioni subordinate", ha detto Vegas sottolineando come i rischi erano chiari anche se i prospetti restano troppo complessi. 
Le quattro banche avevano in circolazione obbligazioni subordinate per un controvalore complessivo di poco più di 1 miliardo, di cui circa il 70% emesse prima del 2008. L'ultima emissione destinata ai clienti al dettaglio è avvenuta nell'ottobre 2013. L'importo in possesso della clientela retail al 30 giugno 2015, sottolinea Vegas, era di 374 milioni di euro, pari all'1,17% del totale delle obbligazioni subordinate emesse da banche italiane detenute dalla clientela retail e allo 0,03% del totale degli strumenti finanziari della clientela retail detenuti presso le banche.
In conclusione, il discorso di Giuseppe Vegas (che non possiamo riportare completamente avendo toccato diversi argomenti) è stato un discorso da “cerchiobottista”, difende l’istituzione ma anche la percezione reale del rischio da parte dei risparmiatori, quello che sconcerta è che in casi così estremi in termini di conseguenze, una cosa esclude l’altra. O i prospetti sono chiari e comprensibili e quindi la responsabilità è dei risparmiatori che si trasformano in speculatori, oppure i risparmiatori si trasformano in speculatori inconsapevolmente e allora la Consob non ha vigilato adeguatamente e quindi i risparmiatori devono essere ristorati.
Siamo al solito gioco di puntare il dito ovunque tranne che sulla propria coscienza.

autore / Luca Lippi
Luca Lippi
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