Brexit: ora Cameron terrorizza gli inglesi con la “Pace a rischio”

10 maggio 2016 ore 12:51, Luca Lippi
Cameron usa la pratica del terrore per scongiurare il Brexit, è come prima delle elezioni che l’antagonista dice “attenti che poi vi tagliano le pensioni” per poi scoprire che le pensioni sono tagliate proprio da chi gridava l’allarme per rastrellare consensi elettorali. Anche la poropaganda, al pari del “mestire più antico del mondo” è qualcosa di inarrestabile.
Lo scontro è tra David Cameron e Boris Johnson (conservatore ed ex sindaco di Londra). Cameron ha detto che la pace in Europa verrebbe messa a rischio dall'uscita della Gran Bretagna dall'Unione: “In passato ci siamo pentiti di aver voltato le spalle all'Europa”. Risponde l'ex sindaco della City Boris Johnson nonché compagno di partito di Cameron secondo il quale “le tendenze antidemocratiche dell'Unione Europea costituiscono uno strumento di alienazione e instabilità”. Fra un comizio e l’altro
Gli ultimi sondaggi rivelano che su Brexit l'opinione pubblica è spaccata a metà, un risultato che rende estremamente incerto l'esito finale del referendum di giugno. A quanto pare gli appelli del Governo a rimanere in Europa non sono stati efficaci dato che una settimana fa il 54% era per restare e ora la percentuale si è ridotta al 50%.

Brexit: ora Cameron terrorizza gli inglesi con la “Pace a rischio”
 
Con il termine Brexit per chi non lo sapesse ancora, si indica la possibile uscita della Gran Bretagna dall'Unione Europea. Il fatto andrebbe a sancire una chiusura definitiva dell'Isola di Sua Maestà verso un'istituzione mai troppo amata oltre Manica, scarso feeling sempre sottolineato dalla mancata adesione all'Euro da parte della Gran Bretagna stessa. 
Nonostante il poco amore verso l'Ue non è però così facile per il Governo Cameron pilotare questa uscita, tutt'altro, l'attuale premier britannico è al centro di forti attacchi in patria dove è accusato di non prendere una posizione netta e definitiva, dando l'idea di non essere lui per primo pienamente convinto del Brexit. 
La Gran Bretagna, euro o non euro, è comunque uno Stato importante in Europa, e non solo, d'altro canto, far parte dell'UE ha permesso alla Gran Bretagna di non rimanere isolata rispetto decisioni importanti in materia di economia e geopolitica. Notizie e approfondimenti, come si sviluppa e viene vissuta la questione Brexit in patria e in Europa, le possibili conseguenze di un addio della Gran Bretagna all'UE.
Ovviamente l’uscita della Gran Bretagna innescherebbe un effetto domino senza precedenti e sarebbe la dissoluzione dell’Ue, un sondaggio di Ipsos Mori avverte che l'esempio britannico sta facendo proseliti tanto il 58% degli italiani e il 55% dei francesi, tradizionalmente europeisti, affermano di voler anche loro un referendum. “È chiaro che nei confronti dell'Europa esiste ormai una mancanza d'entusiasmo” ha commentato il Financial Times. Insomma, il rischio di un catastrofico effetto domino dopo il 23 giugno non è più soltanto una remota ipotesi.
In conclusione, Cameron cerca di far capire con toni esagerati, che l’Europa non unita tornerebbe ad essere un focolaio per conflitti bellici (le due grandi guerre hanno avuto origine in Europa) ma è sempre stato così, quale sarebbe la novità? Anzi, proprio per precisare, una novità c’è, i paesi ora sotto la campana della Troika non si sono mai odiati tanto come da quando sono stati firmati i trattati di Maastricht. Lo scioglimento dell’Unione non è un rischio per la pace, ma per la finanza mondiale, forse!

autore / Luca Lippi
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