Pm interroga il sindaco di Lodi Uggetti. Poi tocca a consigliere Cristiano Marini

10 maggio 2016 ore 13:57, intelligo
di Luciana Palmacci. 

Sarebbe rimasto soddisfatto il pm di Lodi Laura Siani dell'interrogatorio di stamane a Simone Uggetti, il sindaco del Pd arrestato la scorsa settimana per turbativa d'asta in relazione alla gara per la gestione di due piscine pubbliche della città. Secondo indiscrezioni il primo cittadino, come già aveva fatto davanti al gip, avrebbe ammesso gli addebiti, confermando la ricostruzione della Procura, anche alla luce dei nuovi elementi raccolti in questi giorni. Infatti sarebbero stati sentiti come testimoni alcuni funzionari comunali che, ciascuno per la sua parte, avrebbero fornito i riscontri a quanto ipotizzato dalla accusa. Altre voci parlano di ulteriori riscontri alle attività di indagine iniziali, ma sempre all'interno del quadro di indagine degli altri interrogatori. 
Pm interroga il sindaco di Lodi Uggetti. Poi tocca a consigliere Cristiano Marini

Al termine del faccia a faccia col pm, i legali di Uggetti, il prof Francesco Mucciarelli (che ha assunto da poco l'incarico) e Pietro Gabriele Roveda, non hanno voluto dire nulla: "Abbiamo per ora l'assoluta consegna del silenzio", si sarebbe limitato a dire Roveda. Nel pomeriggio, nel carcere di Pavia, ci sarà l’interrogatorio dell’avvocato Cristiano Marini, arrestato insieme a Uggetti nell'ambito della stessa inchiesta. Marini, consigliere della Sporting Lodi, la società aggiudicataria del bando ritenuto 'truccato', da quanto si è saputo, avrebbe dato risposte circostanziate entrando nel merito della vicenda. Il suo legale, l'avvocato Angela Maria Odescalchi, valuterà se chiedere di nuovo al gip la scarcerazione. “Il mio assistito”, ha detto, “ritiene di essersi accorto troppo tardi che il suo incontro con il sindaco riguardo alla gara poteva apparire inopportuno. In realtà pensava di avere solo un ruolo tecnico”. Di fatto però, essendo consigliere di Astem, uno dei principali soci e di Sporting, in quel momento per legge non avrebbe dovuto occuparsi dei criteri che il Comune di Lodi intendeva adottare per scegliere la società che dal 2016 al 2022 avrebbe gestito le due piscine scoperte.
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