Lippi "gela" Berlusconi: "No al Milan,mia panchina a Viareggio". Totti? "Ancora alla Roma"

10 maggio 2016 ore 13:56, Americo Mascarucci
"Io sulla panchina del Milan? E' un po' di tempo che si dice ma non c'è niente di vero. L'unica panchina su cui siedo al momento è quella sul lungomare di Viareggio". 
Lui è Marcello Lippi cinque volte campione d'Italia con la Juventus nei due periodi in cui l'allenò (1994-1999, 2001-2004), poi commissario tecnico della Nazionale italiana dal 2004 al 2006 e dal 2008 al 2010, con la vittoria della Coppa del Mondo FIFA 2006, e da tempo indicato con insistenza come nuovo allenatore della squadra rossonera. 
Indiscrezioni alle quali oggi Lippi sembra mettere fine smentendo ogni ipotesi in tal senso. 
Certo, uno come lui farebbe davvero gola al Milan uscito con le ossa (quasi) rotte dall'ultimo campionato di calcio, ma forse risollevare la squadra berlusconiana riportandola ai fasti di una volta è impresa troppo ardua anche per uno come lui che le sfide difficili non le ha mai scihvate, anzi le ha affrontate con la grinta tipica di chi è incapace di arrendersi. 
Ma forse anche l’età per Lippi è un fattore che può fare la differenza e intraprendere una nuova avventura forse non è proprio il massimo per uno come lui che di successi nel suo curriculum ne ha già in abbondanza.  

Lippi 'gela' Berlusconi: 'No al Milan,mia panchina a Viareggio'. Totti? 'Ancora alla Roma'
L'ex ct azzurro ha parlato di questo e altro, ospite al programma di Radio 2 'Non è un paese per giovani'.
Gli è stato anche chiesto un giudizio sul successo di Claudio Ranieri in terra londinese: "La favola del Leicester non è paragonabile con l'Italia" ha risposto Lippi che sul ritorno in campo  di Alex Schwazer, dopo il lungo stop per doping ha commentato : "Credo che chiunque possa sbagliare e chi sbaglia paga. Ma, fatto questo, poi si deve ripartire".
Non poteva infine mancare una domanda su Francesco Totti e il suo scontro con l'allenatore giallorosso Luciano Spalletti. "Francesco è la Roma, deve continuare un anno ancora. Almeno". Detto da chi i calciatori italiani li ha avuti tutti sotto mano quando ha guidato la Nazionale è sicuramente più che una benedizione. 

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