Unioni civili, Rampelli (FdI): “Persona e famiglia per Renzi come un conto in banca. Binetti, torna libera"

10 maggio 2016 ore 15:58, Lucia Bigozzi
“Non è la prima volta che il governo si pulisce le scarpe sul Parlamento, ma in questo caso il danno è doppio…”. “Un governo che considera la persona, la famiglia e i figli alla stregua di un conto in banca su cui con un decreto chiedere la fiducia, si commenta da sé”. Non usa giri di parole Fabio Rampelli, capogruppo di Fratelli d’Italia a Montecitorio, commentando con Intelligonews il ricorso alla fiducia sul ddl Cirinnà alla prova del voto d’Aula. 

Il governo mette la fiducia sul ddl Cirinnà, alias unioni civili. Che ne pensa? 

"Penso che un governo che considera la persona, la famiglia e i figli alla stregua di un conto in banca su cui con un decreto chiedere la fiducia, si commenta da sé. Significa che i temi etici per quello che riguarda Renzi e la sua maggioranza sono la ruota di scorta della società". 

Unioni civili, Rampelli (FdI): “Persona e famiglia per Renzi come un conto in banca. Binetti, torna libera'
Sono numerosi i parlamentari cattolici che voteranno la fiducia, dalla Binetti a Lupi. Se lei dovesse scrivere un “Cara Binetti…” cosa scriverebbe?

"Le direi che questa può essere l’occasione giusta per liberarsi da questa mannaia che Renzi le ha messo tra capo e collo, per tornare una persona libera, capace di distinguere quei provvedimenti che sono contro la centralità della persona e della famiglia e che devono andare nella direzione della tutela della vita e dei principi fondamentali costituzionali, combattendo ogni forzatura".

Fratelli d’Italia voterà no. Lo conferma?

"Senza alcuna titubanza voteremo no, sia perché non abbiamo mai sostenuto il governo, sia perché non condividiamo questo provvedimento che, di fatto, stravolge la Costituzione che fonda la società italiana sulla cellula primordiale della famiglia intesa come matrimonio tradizionale e, in sostanza, lo equipara alle unioni civili facendo un’operazione che non solo va contro natura, ma anche contro la nostra Carta costituzionale". 

C’è chi come il deputato Bianconi, critica duramente il ricorso del governo alla fiducia, penalizzando così le prerogative parlamentari. Tradotto in domanda: il governo tratta il Parlamento come uno zerbino? 

"Non è la prima volta che il governo si pulisce le scarpe sul Parlamento ma in questo caso il danno è doppio, perché parliamo di temi sensibili di fronte ai quali un governo responsabile non avrebbe comunque mai e poi mai potuto accedere allo strumento della fiducia". 
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]