Intervista “argentina” del Papa. I PUNTI salienti

10 marzo 2015, intelligo
Papa Francesco in “esclusiva”. Non su un “giornalone”, né un faccia a faccia con un direttore blasonato della stampa nazionale e internazionale. 

Intervista “argentina” del Papa. I PUNTI salienti

No, stavolta, Pontefice parla a tutto campo nell’intervista concessa a La Càrcova News, un giornale di quartiere nato da poco in una Villa Miseria della “Gran Buenos Aires”, una delle tante baraccopoli che punteggiano il magmatico “cono urbano” metropolitano che circonda la capitale argentina, come spiega Vatican Insider. I “protagonisti” della rivista sono i ragazzi della Càrcova, un’area dove sorgono le bidonville del dipartimento di Leòn Suarez. Il “pastore” che cura ogni anima del popoloso quartiere è Josè Maria “Pepe” di Paola, un sacerdote figlio spirituale di Bergoglio. Un esperimento di “intervista papale collettiva” che non ha precedenti, come la definisce Vatican Insider, perché tutta la Villa è stata coinvolta nella conversazione con Francesco. E il Papa di cose ne ha dette molte. Ecco i temi salienti.


I GIOVANI. Un allarme sui pericoli della realtà virtuale, dunque lo sterminato mondo di Internet. “Disponiamo di una capacità molto grande di riunire informazioni”, spiega Bergoglio “ed esse ci possono trasformare in “giovani-museo””, cioè considerati raccoglitori di flussi d’immagini che, di fatto, neutralizzano il senso critico. E ancora: il Papa si dice molto addolorato quando “incontro un bambino che non sa fare il segno della croce. Vuol dire che al piccolo non è stata data la cosa più importante che un padre e una madre possono dargli: la fede” che non è un sentimento ma “è il mio rapporto con Gesù Cristo”. 


CHI SBAGLIA. “Tutte le persone possono cambiare, anche le persone molto provate, tutti. Ne conosco alcune che si erano lasciate andare, che stavano buttando la loro vita e oggi si sono sposate, hanno una loro famiglia. Questo non è ottimismo. E’ certezza in due cose: innanzitutto nell’uomo, nella persona. La persona è immagine di Dio e Dio non disprezza la propria immagine, in qualche modo la riscatta, trova sempre il modo di recuperarla quando è offuscata; e, secondo, è la forza dello stesso Spirito Santo che va cambiando la coscienza. Dio non abbandona i suoi figli”, spiega nell’intervista il Papa che poi di se stesso dice: “Io ho vissuto molto tempo inutilmente. In quei momenti la vita non è stata tanto intensa e tanto ricca. Io sono un peccatore come qualunque altro. Solamente che il Signore mi fa fare cose che si vedono; ma quante volte c’è gente che fa il bene, tanto bene, e non si vede”.


L’ASCOLTO. Rispondendo a una domanda, il Papa riconosce di avere a che fare con persone che non condividono quello che fa e che dice ma la sollecitazione di Francesco è chiara: “Ascoltare le persone, a me, non ha mai fatto male. Ogni volta che le ho ascoltate, mi è sempre andata bene. Le volte che non le ho ascoltate mi è andata male. Perché anche se non sei d’accordo con loro, sempre – sempre! - ti danno qualcosa o ti mettono in una situazione che ti spinge a ripensare le tue posizioni. E questo ti arricchisce”.


LA POLITICA ARGENTINA. A chi lo “interroga” su quali consigli dare ai politici argentini in vista delle elezioni, il Pontefice non etra nel merito delle questioni ma si sofferma sulla necessità di una “piattaforma elettorale chiara. Che ognuno dica: noi, se andremo al governo, faremo questo e quest’altro. Molto concreto!”. Quindi auspica una “campagna elettorale di tipo gratuito, non finanziata. Perché nel finanziamento della campagna elettorale entrano in gioco molti interessi che poi ti chiedono il conto”. La chiosa è netta: “Io, come cittadino, so che finanzio questo candidato con questa precisa somma di denaro. Che tutto sia trasparente e pulito”. Infine l’auspicio di un prossimo viaggio in Argentina: “In linea di massima” fa capire che avverrà il prossimo anno ma “bisogna trovare trovare l’incastro con altri viaggi in altri Paesi”. 

LuBi

autore / intelligo
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