Gender a Trieste, parla Luxuria: "Se il bambino gioca con la bambola impara meglio a fare il papà"

10 marzo 2015, Adriano Scianca
Gender a Trieste, parla Luxuria: 'Se il bambino gioca con la bambola impara meglio a fare il papà'
“Polemiche sterili: queste campagne servono a non ritrovarci degli adulti sessisti e maschilisti domani”. Vladimir Luxuria non condivide lo scandalo suscitato dal progetto adottato dalle scuole triestine in cui i bambini vengono educati alla diversità scambiandosi i vestiti e parlando dei loro genitali. E sulle unioni civili dice: “Mi fido di Renzi”.


Luxuria, che impressione le fa questo “Gioco del rispetto”? 


«Le polemiche sono sterili e le stesse interrogazioni parlamentari sono fatte più che altro per avere visibilità. Negli asili già adesso non ci sono distinzioni tra maschi e femmine. L'idea è quella di creare giocattoli che non inducano le bambine a diventare necessariamente cuoche e i maschietti a diventare necessariamente soldati o piloti. Ognuno di noi può diventare quello che vuole, questo va detto sin da subito, agendo sui bambini, per non ritrovarci poi degli adulti sessisti e maschilisti domani». 


Quando dice che ognuno può diventare ciò che vuole non crede di passare troppo sbrigativamente su tutta una serie di dati biologici, ormonali, psicologici etc? 


«La vera paura è che se un bambino si veste da principessa poi da grande diventi trans o gay. In realtà non è così e forse se un bambino gioca con una bambola può imparare a fare meglio il papà. Detto questo, io credo che maschi e femmine si nasce, uomini e donne si diventa. Nella maggior parte dei casi l'identità biologica e il genere coincidono. Poi ci sono eccezioni, tipo me. Io non ricordo di aver mai attraversato una crisi di coscienza, fin da bambina mi sono sempre sentita così». 


I genitori temono però un condizionamento dei bambini... 


«Io credo che se si insegna ai bambini il rispetto possiamo creare una società più equa. Nel nord Europa vengono per esempio sperimentati i gender neutral toys, giocattoli che non siano rosa o azzurri, che non condizionino i bambini, insomma». 


Non sarebbe meglio lasciare la libertà di scegliere? 


«Ma è già facoltativo, i genitori possono scegliere se far partecipare o meno i bambini».


 Ultima domanda: a proposito delle unioni civili, Renzi scrive su Twitter: "Ho preso impegno con gli italiani”. Lei crede al premier? 


«Sì, gli credo. Se lo ha ribadito credo lo voglia fare, spero che tenga fede alle promesse fatte alle primarie. Per me può farlo già adesso, magari con un'altra maggioranza, dato che non credo che Alfano lo seguirà su questo punto. Ma se si mettono insieme Pd, Sel e M5S...».

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