Riforma Costituzionale, Abrignani (Fi): “Vi spiego quanto mi è costato il no. Ora capogruppo eletto, non indicato"

10 marzo 2015, Lucia Bigozzi
Tra i diciotto parlamentari “verdiniani” che hanno votato no alla riforma costituzionale turandosi il naso e per “lealtà” nei confronti di Berlusconi, c’è Ignazio Abrignani uno dei forzisti della prima ora che a Intelligonews spiega come è andata e come andrà d’ora in poi. Con Brunetta nel mirino…


Riforma Costituzionale, Abrignani (Fi): “Vi spiego quanto mi è costato il no. Ora capogruppo eletto, non indicato'


Quanto è costato a lei e agli altri diciassette forzisti votare no sulla riforma costituzionale dopochè Fi ha contribuito a scriverla con il Pd, ai tempi del Patto del Nazareno?


«E’ costato, ma in misura pari all’affetto che abbiamo per il presidente Berlusconi e che ci ha permesso di votare no per senso di amicizia e stima nei suoi confronti e a maggior ragione in un momento delicato per lui come la giornata di oggi con il pronunciamento della Cassazione sulla vicenda Ruby e la richiesta, peraltro scontata, del procuratore generale di annullare la sentenza di assoluzione»


Nella lettera che avete indirizzato a Berlusconi scrivete, tra l’altro, che non vi iscriverete al comitato per il no a queste riforme. 

«Significa che noi chiediamo di proseguire il percorso riformista; vogliamo che riprenda il lo spirito con cui abbiamo proposto di cambiare il paese, centrodestra e centrosinistra insieme».


Sì ma come se il Patto del Nazareno non c’è più e Berlusconi è tornato a un’opposizione dura e pura?


«Tornando a ripristinare il dialogo tra centrodestra e centrosinistra sulle riforme: che si chiami Patto del Nazareno o in altro modo poco importa. E’ importante, invece, lo spirito con cui entrambi gli schieramenti si sono assunti l’impegno di modernizzare il Paese. Quello spirito non va perso; anzi va recuperato».


Ci sarà un chiarimento tra "verdiniani" e Berlusconi sulle riforme? E in che modo pensate di far cambiare idea al vostro leader?


«Abbiamo chiesto di essere più coinvolti nelle scelte politiche del partito e del gruppo parlamentare e se saremo maggiormente coinvolti, porteremo le nostre idee che sono quelle di un’opposizione responsabile, non estrema».


Il malessere dei verdiniani si concentra anche sulla “gestione Brunetta” del gruppo parlamentare. Cosa contestate in concreto?


«Rileviamo che non c’è un coinvolgimento sulla linea politica del gruppo parlamentare e che la linea sembra quella di un’opposizione dura, estrema, che riteniamo lontana dal dna di Forza Italia»


Ma se Berlusconi è d’accordo sulla nuova posizione, come la mettete?


«Noi abbiamo scritto una lettera a Berlusconi, attendiamo la sua risposta, vediamo cosa ci dice».


Brunetta nel mirino delle lamentele, secondo lei rischia il “posto” da capogruppo? Tradotto: potreste “sfiduciarlo”?


«Noi chiediamo due cose. La prima: maggiore democrazia nella scelte politiche del gruppo parlamentare e magari l’elezione di un capogruppo che, intendiamoci, potrebbe essere lo stesso Brunetta ma almeno che passi da una elezione e non da un’indicazione come avvenuto finora. Insomma, vogliamo eleggere il nostro capogruppo».


Fi al traino di Salvini, fuori e dentro il Parlamento, la convince? E dei sondaggi che danno il suo partito all’11,6 e quello di Salvini al 16 per cento, cosa dice?


«Sono due tipi di opposizione diversi e due tipi di elettorato diversi. Sono convinto che il grande voto moderato che si era astenuto dalle urne, farà risalire Forza Italia»

autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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