Lo sciopero del bisturi non ci sarà (per ora). Palazzo Chigi ottiene il rinvio

10 marzo 2016 ore 8:40, Andrea Barcariol
I medici hanno sospeso lo sciopero generale di 48 ore previsto per il 17 e 18 marzo. 
Lo hanno reso noto i sindacati al termine dell'incontro a Palazzo Chigi con i ministri Beatrice Lorenzin e Marianna Madia ed il sottosegretario Claudio De Vincenti. 
L'agitazione è stata rinviata di 60 giorni. "Un 'incontro positivo nel quale il Governo ha dato disponibilità ad affrontare i temi che abbiamo posto nella vertenza Sanità, dall'assicurare la sostenibilità del Sevizio sanitario nazionale Ssn attraverso un finanziamento adeguato alla apertura di un tavolo per il rinnovo contrattuale definendone il finanziamento''. 
Lo ha affermato il segretario del maggiore dei sindacati dei medici dirigenti, l'Anaao-Assomed, Costantino Troise, al termine dell'incontro di oggi a Palazzo Chigi. 
L'incontro è stato definito 'positivo' dai rappresentanti di tutte le 20 sigle di sindacati medici presenti, poiché ''per la prima volta, la vertenza salute entra in primo piano nell'agenda del Governo''. 
Lo sciopero già proclamato per il 17 e 18 marzo è stato dunque sospeso e rinviato di 60 giorni: ''Monitoreremo infatti - hanno affermato i leader sindacali dei camici bianchi in conferenza stampa - che gli impegni siano portati avanti''. 

Lo sciopero del bisturi non ci sarà (per ora). Palazzo Chigi ottiene il rinvio
La decisione dello sciopero dei medici era stata presa all'unanimità dall'intersindacale del settore medico. 
Dopo la prima giornata di sciopero dello scorso 16 dicembre, che ha raccolto quasi l’80% di adesione da parte della categoria sanitaria, i problemi sollevati risultano infatti ancora fermi, così come è fermo il contratto di lavoro dei medici, non rinnovato da circa 7 anni. I sindacati dei medici ci tengono a chiarire che le ragioni della loro protesta non sono da ricercare in eventuali interessi economici della categoria, ma nella difesa dei diritti dei cittadini, sottolineando che la posta in gioco è altissima poiché si tratta della fragile sostenibilità del Sistema sanitario e della difficile impresa di poter garantire le cure e le prestazioni, in modo equo, su tutto il territorio nazionale. 
Problemi fondamentali secondo i sindacati, tanto da non poter essere omessi dai programmi della politica, come le annunciate assunzioni che non ci sono ancora state, contro l’aumento concreto dei tagli attuati dalla Legge di stabilità e un progetto inesistente per l'organizzazione sanitaria. Il diritto alle salute è seriamente a rischio con la visione estremamente fiscale della Sanità pubblica, troppo a vantaggio della privata e a discapito del cittadino. Ora l’incontro con il Governo sembra aprire nuovi spiragli.  
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