Nelle sale “Ave, Cesare!”, i fratelli Coen raccontano l'età d’oro di Hollywood

10 marzo 2016 ore 9:23, Andrea Barcariol
Arriva nelle sale italiane, l’atteso "Ave,cesare!", l’ultima fatica dei Fratelli Coen. Un ritratto, non proprio lusinghiero dell’Età d’Oro di Hollywood, per smitizzare le star che secondo lo star system dovevano rasentare la perfezione. Ed ecco allora divi che si fanno le scarpe, improbabili peplum con ricostruzioni parodistiche del mondo classico; musical con tanto di marinai, danzanti in salsa tip tap; cow-boys acrobatici con lazo e, infine, film acquatici con annessa sirena. Al centro della commedia una figura che ricorda quella di Mr. Wolf di 'Pulp fiction', l’uomo che “risolve i problemi” ovvero quella del 'fixer'. A interpretare il capo dell’immaginaria casa di produzione chiamata Capitol Pictures è Eddie Mannix (Josh Brolin), che deve porre rimedio ai comportamenti "indisciplinati" della superstar Burt Gurney (Channing Tatum) o trovare una soluzione alle preoccupazioni di DeeAnna Moran (Scarlett Johansson), e ancora cercare di accontentare il regista Laurence Laurentz (Ralph Fiennes). Tra tutti gli impegni però primeggia il dovere di escogitare un modo per “riappropriarsi” dell’amato attore Baird Whitlock (George Clooney), rapito da una misteriosa banda che pretende un lauto riscatto per ricondurlo a casa.

Nelle sale “Ave, Cesare!”, i fratelli Coen raccontano l'età d’oro di Hollywood
Insomma un mix di nostalgia, satira politica, frustrazioni umane, amori in crisi, tutto dentro un unico contenitore che vede la presenza di un cast d’eccezione. "Abbiamo ricostruito quegli anni con affetto e ammirazione — hanno dichiarato i due registi— ma anche senza nessuna nostalgia, visto che nel 1955, quando il film è ambientato, uno di noi nemmeno era nato. Piuttosto abbiamo cercato di trasmettere il fascino che esercita la mitologia della fabbrica del cinema". Tra gli attori George Cloneey, uno dei preferiti dei fratelli Coen, che alla conferenza stampa di presentazione del film ha raccontato il suo sogno sull'Africa: ''Sono anni che cerco di fare un lavoro sul Sudan e il Darfur, ma non ho mai trovato la storia giusta per farlo"

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