"Non ci prestiamo a una farsa": primarie Pd nel caos e Bassolino si candida?

10 marzo 2016 ore 8:46, Americo Mascarucci
"Presento un ricorso bis, sono pronto a farlo anche a Roma perché la mia è una battaglia per la legalità, il rispetto delle primarie e dei cittadini napoletani. Mi batto per l’onore del Pd"
Antonio Bassolino non si arrende e non accetta il responso della Commissione di Garanzia del Pd che ha respinto il suo ricorso contro le primarie di Napoli che hanno incoronato candidato sindaco Valeria Valente perchè presentato oltre i termini previsti dal regolamento . "Non hanno esaminato i verbali e i filmati - attacca Bassolino - Faccio ricorso nell'interesse dei quattro candidati perché si faccia piena luce sulla vicenda. Altrimenti che credibilità potrà mai avere una campagna elettorale già complessa e difficile".
Non è da escludere — stando a quanto prospettato dall’avvocato Francesco Barra Caracciolo, legale di Bassolino — addirittura un esposto al giudice ordinario (ex articolo 700). 
Mentre la Procura di Napoli ha aperto un'inchiesta su quanto avvenuto alle primarie del Pd di Napoli, dentro il partito lo scontro è alle stelle.
Un video realizzato da Fanpage mostrerebbe alcuni amministratori del Pd consegnare dei soldi alle persone che si recano al voto. Si tratterebbe, a detta dei supporter dell’ex sindaco Antonio Bassolino, uscito sconfitto dalla competizione di sostenitori della Valente, ragione per cui Bassolino ha presentato ricorso alla commissione di garanzia chiedendo l’annullamento dei voti nei seggi incriminati dove si sarebbero verificati i fatti. 
La Commissione di Garanzia ieri si è riunita per esaminare il ricorso ma Vincenzo Serio e Antonio Giordano, i due rappresentanti vicini alle posizioni di Antonio Bassolino, hanno lasciato la riunione in segno di protesta. Infatti il ricorso già dalla mattina sembrava destinato ad essere rigettato perché non presentato entro i termini stabiliti dal regolamento. 
Un pretesto ad hoc secondo i bassoliniani per non discutere il ricorso nel merito. 
"Ci troviamo di fronte a una sentenza preconfezionata sul ricorso e non ci prestiamo a una farsa", hanno affermato i due annunciando la loro decisione di non presenziare alla riunione. 
"Non lo discutiamo inutilmente per poi farcelo dichiarare illegittimo, perché sarebbe arrivato dopo i termini, per un cavillo, insomma" ha attaccato Vincenzo Serio, che aveva presentato il ricorso di Bassolino contro le primarie. "Noi ci rifiutiamo di partecipare a una discussione formale davanti a un disastro che si sta verificando in questa città", ha poi concluso.
 
'Non ci prestiamo a una farsa': primarie Pd nel caos e Bassolino si candida?
Bassolino va giù duro su Facebook: "Ai vertici del Pd qualcuno ha già emesso il verdetto prima che gli organi competenti abbiano esaminato i fatti. È una sentenza preconfezionata?" si chiede.
Insomma, altro che tutti uniti alla meta, la sensazione che si respira è quella di una guerra aperta fra renziani e bassoliniani con i secondi decisi a dare battaglia. "Vista l'attenzione nazionale sul tema in esame oggi ho proposto che la riunione fosse trasmessa in diretta streaming ma la richiesta è stata rigettata – riferisce Antonio Giordano, membro della commissione di garanzia e vicino alle posizioni di Antonio Bassolino - La richiesta di trasmettere in streaming la riunione è dettata da una necessità di trasparenza, di fronte al Paese che ci osserva in queste ore, perché noi non abbiamo niente da nascondere. Mi è stata rigettata, sostenendo che il regolamento non lo prevede".
Ad agitare ancora di più le acque le dichiarazioni dei vicesegretari nazionali Debora Serracchiani e Lorenzo Guerini e del presidente del Pd Matteo Orfini che ben prima del pronunciamento della commissione di garanzia avevano annunciato che il voto non sarebbe stato invalidato e che si sarebbe proceduto soltanto a sanzionare i colpevoli. 
Atteggiamento questo che è stato fortemente stigmatizzato anche dall'ex segretario Pierluigi Bersani che lo ha definito "molto grave". 
La vicenda però presta il fianco alle polemiche degli avversari, in primis il Movimento 5Stelle ancora scottato dalle accuse del Pd sul "Caso Quarto".
"L'antimafia non è un giocattolino in mano al Pd. Guerini e Valente devono presentarsi in antimafia. La questione è seria. L'omertà piddina è un regalo alla camorra". Lo scrive Beppe Grillo in un post sul suo blog facendo riferimento alle accuse di brogli nelle primarie del Pd a Napoli. 
Accuse naturalmente tutte da dimostrare ma che certamente testimoniano come a Napoli per il centrosinistra rischi di profilarsi una deblace.
Ed è sempre più probabile che lo stesso Bassolino o qualcuno a lui molto vicino scenda in campo contro la Valente. Stando così le cose l'ex sindaco potrebbe sentirsi svincolato dal patto fra candidati. Sarebbero già pronte alcune liste civiche in appoggio all'ex Governatore. Che per ora però la battaglia sembra volerla condurre all'interno del Pd. Per ora. 

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