Snowden contro l'Fbi sta con Apple perché è "tutta una scemenza"

10 marzo 2016 ore 10:23, Andrea De Angelis
Il caso Apple Vs Fbi si arricchisce di una nuova pagina, per certi versi clamorosa. In realtà gli addetti ai lavori non si mostrano più di tanto sorpresi della presa di posizione di Edward Snowden, che si aggiunge a quella dei vari Zuckerberg, Microsoft (non Bill Gates) e via dicendo. Il punto però è che questa volta viene messa altra carne al fuoco. 

Infatti ieri è stata etichettata come "scemenza" la posizione dell'Fbi. In occasione dell'evento "Common Cause's Blueprint for Democracy", l'ex informatico della Cia è intervenuto in video collegamento intervenendo sulla storia, ma forse sarebbe meglio dire telenovela dell'iPhone di San Bernardino. "L'Fbi sostiene che Apple ha i mezzi tecnici esclusivi per sbloccare quell'iPhone. Con rispetto, è una scemenza", ha detto Snowden, secondo il quale se i federali avessero veramente voluto bucare l'iPhone 5C di Syed Rizwan Farook - killer della strage - non avrebbero avuto bisogno del supporto di Cupertino. 
Apriti cielo. Anche perché a rincarare la dose ci ha pensato subito Craig Federighi, senior Vice President della sezione software engineering Apple che in una lettera aperta al Washington Post ha scritto: "L'Fbi vuole spostare indietro le lancette della sicurezza a standard già violati dagli hacker. Non possiamo cedere a chi vuole fare passi indietro nella tecnologia e provocare il caos. Vuol dire mettere tutti a rischio". "Il sistema di crittografia installato sull'attuale iPhone - continua Federighi - rappresenta la migliore sicurezza per i dati degli utenti ed è anche una importante linea difensiva contro quei criminali che cercano di immettere virus malevoli per usare un dispositivo e accedere a informazioni finanziarie, di pubblica utilità e delle agenzie governative". Quindi l'affondo: "L'Fbi vuole che creiamo un software speciale che bypassi le protezioni, creando intenzionalmente una vulnerabilità che potrà essere sfruttata da hacker e criminali".

Snowden contro l'Fbi sta con Apple perché è 'tutta una scemenza'
Insomma, la storia continua e non sembra per il momento avvicinarsi alla conclusione. Il rapporto tra privacy e sicurezza è uno dei temi più scottanti degli anni '10 del XXI secolo. Non a caso anche Obama lo scorso mese durante la cerimonia di forma del Judicial Redress Act, non ha evitato di parlare dello spinoso rapporto. "Anche se il governo è impegnato a lavorare per proteggere la sicurezza dell'America, stiamo attenti alla privacy che è una cosa che consideriamo molto importante", ha detto il Presidente. Tradotto? Non si sa. Anche perché l'opinione pubblica è divisa: da un lato la strage di San Bernardino ha scosso gli animi degli americani, paradossalmente abituati a simili tragedie, ma comunque non certo immuni da sdegno e commozione; dall'altro il rispetto della privacy è una questione che riguarda tutti i cittadini, ogni singolo individuo. Insomma, le coscienze si dividono
caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]