A Borghi non piace il tasso zero della Bce: "Draghi sempre più temibile"

10 marzo 2016 ore 16:48, Andrea De Angelis
"Se non avessimo fatto niente, avessimo incrociato le braccia dicendo nein zu allen, no a qualsiasi cosa, oggi ci ritroveremmo con una disastrosa inflazione». Così il presidente della Banca centrale europea Mario Draghi ha spiegato la sua politica di stimolo monetario che ieri è culminata con il taglio del tasso principale di rifinanziamento al minimo storico dello 0,0% dal precedente 0,05%". Una decisione che però non piace a chi, come l'economista Claudio Borghi, ha spesso criticato l'operato di Draghi. Così si è espresso nell'intervista rilasciata a IntelligoNews subito dopo l'annuncio... 

Le misure di Draghi chi avvantaggiano?
"Questo è un mero tentativo di fare circolare più denaro. Se le banche sono penalizzate dal denaro in eccesso che devono depositare presso la Bce, così potrebbero essere incentivate a prestare...". 

Una soluzione che funziona?
"Ovviamente no perché se la banca intravedeva la possibilità di prestare denaro lo avrebbe già fatto prima di oggi. Se non lo fanno è perché temono che sia a rischio. Non penso che il tasso negativo sia lo strumento giusto". 

A Borghi non piace il tasso zero della Bce: 'Draghi sempre più temibile'
Intanto sui social Draghi è visto come un supereroe. Davvero è così?
"No, Draghi dal mio punto di vista sta assumendo una posizione sempre più temibile. Si pensi a quanto è stato fatto nel caso del famoso quantitative easing. Le altre banche centrali normalmente hanno iniziato a fare 'qe' quando era il momento di panico dei mercati, ottenendo quindi la possibilità per l'America, il Giappone e così via di contrastare il momento di panico immettendo denaro con deficit nell'economia reale, e quindi far ripartire il mercato. Da noi invece è stato sostituito dal reddito alle banche e solo poi dal quantitative easing, quando i prezzi dei titoli di Stato ormai erano altissimi". 

Qual è il risultato?
"L'aver portato grandi utili alle banche, ma non ha risolto nulla dal punto di vista dell'economia reale. Ancora adesso le cose sono così". 

In base a cosa afferma ciò?
"Se una banca in questo momento è terrorizzata, specialmente qua in Italia, dal pericolo bail in e dal salire dei crediti deteriorati, se cioè teme per la sua sopravvivenza a causa di prestiti deteriorati, di sicuro non presterà denaro anche con un tasso negativo".

Molti parlano di sorpresa, lei come la vede?
"Mi sembrava evidente che una volta che hanno iniziato a provare la strada del tasso negativo, vedendo se funziona e non funzionerà, sarebbero andati avanti su quel percorso. Dovranno però constatare l'ennesimo fallimento".


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