Istat fotografa la disoccupazione in Italia: Renzi non traina le donne del Sud

10 marzo 2016 ore 17:33, Andrea De Angelis
Una buona notizia, di quelle che farà parlare di gufi sconfitti al Matteo più famoso d'Italia. I numeri sono numeri e almeno su questo il premier potrà rivendicare un successo. Però, leggendoci dentro, non mancano cifre che destano ancora preoccupazione per quanto attiene allo Stivale. 

Come rileva l'Istat dopo sette anni di aumento ininterrotto, nel 2015 la stima dei disoccupati diminuisce in misura significativa (-203 mila, -6,3%), soprattutto nella seconda metà dell'anno. A ciò corrisponde un calo del tasso di disoccupazione di 0,8 punti (dal 12,7% del 2014 all'11,9 del 2015). Si riduce il numero di chi cerca lavoro da almeno 12 mesi, la cui incidenza passa dal 60,7 al 58,1%. Veniamo però alle criticità che come detto persistono. Nonostante l'aumento dell'ultimo trimestre, nel 2015 il numero di inattivi diminuisce per il secondo anno consecutivo (-84 mila, -0,6%), ma soltanto tra gli uomini (-110 mila, -2,1%) a fronte dell'aumento tra le donne (+26 mila, +0,3%). A sottolinearlo è l'Agi. 

Istat fotografa la disoccupazione in Italia: Renzi non traina le donne del Sud
Entrando più nel dettaglio l'occupazione stimata dall'indagine sulle forze di lavoro è pari, al netto degli effetti stagionali, a 22 milioni 583 mila persone, stabile rispetto al trimestre precedente, dopo la crescita nel secondo (+0,4%) e nel terzo trimestre (+0,7%). Il tasso di occupazione sale di 0,1 punti.
A livello territoriale però altro dato poco confortante: all'aumento registrato nel Nord (+0,4%) e nel Centro (+0,3%) si contrappone la riduzione nel Mezzogiorno (-0,9%).
In economia e statistica il tasso di disoccupazione, lo ricordiamo, è un indicatore statistico del mercato del lavoro, più in generale del mondo lavoro, e tra i principali indicatori di congiuntura economica. L'obiettivo primario è di misurare una discrepanza sul mercato del lavoro dovuto ad un eccesso di offerta di lavoro (da parte dei lavoratori) rispetto alla domanda di lavoro (da parte delle imprese), mentre non è adatto a misurare discrepanze dovute a mancanza di manodopera (ricercata dalle imprese).
Il tasso di occupazione invece, come facilmente intuibile, è un indicatore statistico del mercato del lavoro che quantifica l'incidenza della popolazione che ha un'occupazione sul totale della popolazione e si calcola come rapporto percentuale tra il numero di persone occupate e la popolazione.
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