La Fed, il mercato e i mancati finanziamenti. Programma interrotto in attesa del ripristino

10 novembre 2014, intelligo
La Fed, il mercato e i mancati finanziamenti. Programma interrotto in attesa del ripristino
di Gianfranco Librandi
Le banche centrali possono da sole decidere di sostenere e alimentare il Mercato? La risposta stavolta è facilmente deducibile, semplicemente seguendo un ragionamento. La scienza economica indica che immettere liquidità sul mercato ingigantendo il bilancio delle banche centrali è “drogare il mercato”, purtroppo, come per la droga, più se ne assume e più se ne diventa dipendenti, fino a diventare quasi impossibile smettere. Gli Stati Uniti sono usciti dalla crisi immettendo costantemente liquidità sul mercato, poi è accaduto che il programma dovesse interrompersi con un allentamento del QE (quantitative easing) e improvvisamente si è scatenato il caos, la prima crisi di astinenza! In buona sostanza appena la FED (mamma) ha minacciato il figlio (mercato) di non poter più finanziare il suo “vizio” immediatamente il figlio ha dato segni di squilibrio. Ecco che come tutte le mamme un po’ obnubilate nell’istinto di protezione (che in realtà diventa distruzione), si affretta a annunciare il 15 ottobre quanto segue: “disponibile a prolungare il suo acquisto di titoli, prendendo in considerazione l’ipotesi di rinviare la fine del programma”. L’interruzione del programma non era un bluff, realmente i soldi sono finiti! E allora, come succede nelle famiglie che pretendono di risolvere da sole problemi più grossi di loro, continuano a rovinarsi irrimediabilmente chiedendo aiuto. La FED riprende il programma chiedendo aiuto alla Bank of Japan con il sistema della minaccia velata. In pratica dicendo che se il suo mercato collassa a domino succederà la stessa cosa a tutti gli altri mercati. La banca centrale giapponese che è più lucida della FED sa per certo di non poter negare aiuto alla FED, ma è consapevole anche del fatto che fornire denaro a un mercato drogato significa dissanguarsi, dunque, si è subito cautelata chiamando in causa anche la BCE. La BCE a sua volta non potrà tirarsi indietro. Come finirà questa triste storia? La fine di questo pasticcio è stato già scritto da Ludwig von Mises ( 29 settembre 1881 - 10 ottobre 1973 economista austriaco naturalizzato statunitense, uno dei “padri spirituali” del moderno libertarismo). Mises scrive: “Non c’è modo di evitare il collasso finale di un boom indotto da un’espansione creditizia. La scelta è solo se la crisi debba avvenire prima come risultato dell’abbandono volontario di un’ulteriore espansione del debito o più tardi con la totale catastrofe del sistema monetario coinvolto”.  
autore / intelligo
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