Legge elettorale. Tutto tace, mentre dubbi e incognite sul Quirinale e il voto crescono

10 novembre 2014 ore 9:38, intelligo
Legge elettorale. Tutto tace, mentre dubbi e incognite sul Quirinale e il voto crescono
Tutto tace sul fronte occidentale.
La grande trattativa sulla legge elettorale non ha avuto l'accelerazione decisiva durante il fine settimana. Si gioca molto sulla pretattica, sulla guerra di nervi, sui bluff e controbluff, e anche i grandi quotidiani fanno fatica a offrire una lettura univoca visto che La Stampa accredita la tesi di una tregua e un rinvio alla prossima primavera per il rilancio dell'Italicum, mentre Repubblica sostiene sia scattato un ultimatum sul Patto del Nazareno, con scadenza prevista per questa sera alle 21. Sicuramente il vertice di maggioranza Pd-Ncd offrirà qualche elemento in più. Per i renziani Giorgio Napolitano, dicendo che si riserva il potere di sciogliere le Camere, rafforza Renzi al tavolo della trattativa. Secondo i forzisti con le dimissioni allontana le urne. Silvio Berlusconi chiede candidati bloccati e la soglia di sbarramento al 5%, oltre alla garanzia che non si vada al voto. Richieste sulle quali la mediazione è possibile. Angelino Alfano minaccia la crisi sulla soglia, ma secondo tutti gli attori in campo non ha la forza per potersi permettere le urne. Anche perché ragionano i renziani, a votare andrebbero in pochi e il Pd stravincerebbe. Lo stesso schema di cui potrebbe giovarsi Bonaccini in Emilia Romagna.
autore / intelligo
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