Catasto: i metri quadrati sostituiscono i vani. Cosa cambia sui costi

10 novembre 2015 ore 8:26, Luca Lippi
Catasto: i metri quadrati sostituiscono i vani. Cosa cambia sui costi
È in atto la riforma del Catasto, annunciata da diversi mesi e ancora in fase di elaborazione, stavolta non c’è da sollevare alcuna reprimenda alla macchina statale, le rilevazioni compiute dal Territorio nel 2011 ci dicono che “le unità immobiliari censite al catasto in diverse categorie (A, B, C, D in totale) è pari a 60.217.470. Comprensibile che riformare un settore così grande è uno sforzo importante e quindi i tempi tecnici sono verosimilmente lunghi; un problema da risolvere nell’immediato era quello degli appartamenti più recenti e quindi con vani più piccoli, che risultano avere rendite catastali più alte.

L’Agenzia Entrate decide dunque di fare un passo avanti, allo scopo di agevolare chi sottacendo al vecchio metodo di calcolo seppure per importi minimi ha pagato fino ad ora di più di quanto realmente avrebbe dovuto se la base di calcolo fosse stata più precisa e attualizzata. Dunque Agenzia Entrate ha introdotto da ieri il nuovo metodo per il calcolo della rendita catastale (salvo ripensamenti dell’ultimo minuto), e sarà possibile calcolare online le superfici catastali di oltre 57 milioni di immobili.
Normalmente il calcolo delle tasse sugli immobili è affidato a un professionista o a uno sportello Caf, da ieri professionisti e Centri di Assistenza Fiscale possono verificare le visure catastali tramite il portale Sister. Chi invece è pratico e vuole provvedere da solo può farlo attraverso il portale Fisconline. Le novità che riguardano la nuova metodologia di visura catastale riguarda le unità immobiliari urbane iscritte nei gruppi A (abitazioni e uffici), B (uffici, scuole, ospedali) e C (box auto, magazzini, negozi).

Ai fini fiscali, per il pagamento di IMU e TASI, si continuerà a utilizzare il vecchio metodo del calcolo della rendita catastale basato sul numero di vani. Riguardo il calcolo per il pagamento della Tari il calcolo della superficie catastale è utilizzabile laddove disponibile, nel caso in cui la planimetria depositata rispecchi il reale stato dell’immobile, la superficie catastale fornirà un utile riscontro per verificare la correttezza della base imponibile utilizzata dal comune per il calcolo della tassa sui rifiuti. Indipendentemente dagli utilizzi pratici, l’introduzione del calcolo della superficie catastale potrebbe essere il primo passo per fare emergere le discrepanze dell’attuale sistema di calcolo.

In sintesi, I metri quadri fanno il debutto nelle visure catastali; si tratta di una novità, spiega in una nota il Fisco, che "semplifica la vita ai proprietari di 57 milioni di immobili, mettendo a loro disposizione un dato finora visibile solo nelle applicazioni degli uffici, e che manda definitivamente in soffitta i calcoli basati sui vani". Dunque nella tradizionale visualizzazione dei dati ricavabili dal sito dell’Agenzia del Territorio sarà riportata direttamente in visura anche la superficie catastale (per 57 milioni di immobili), calcolata come stabilito dal Dpr n. 138/1998.

Ciascun proprietario avrà così a portata di mano anche un’informazione, già fornita dall'Agenzia delle Entrate ai Comuni grazie ai flussi di interscambio dati già attivi, per poter verificare la base imponibile utilizzata per il calcolo del tributo sui rifiuti. In caso di incoerenza tra la planimetria e la superficie calcolata, inoltre, i contribuenti potranno inviare le proprie osservazioni, attraverso il sito dell'Agenzia, e contribuire quindi a migliorare la qualità delle banche dati condivise tra Fisco ed enti locali. Già dal 2013 i Comuni possono segnalare errori di superficie riscontrati su immobili presenti nella banca dati catastale.

È un processo di modernizzazione e ammodernamento delle informazioni sulle unità immobiliari, il fisco chiede aiuto ai cittadini confrontando le sue informazioni con le informazioni più recenti a disposizione dei cittadini e lo scopo è quello di eliminare ogni fattore di incoerenza fra i dati disponibili dall’Agenzia del Territorio e quelli “reali”. Quanto agli immobili non dotati di planimetria, che risalgono per lo più alla prima fase di censimento del Catasto edilizio urbano, e sono di conseguenza privi anche del dato relativo alla superficie, i proprietari possono presentare una dichiarazione di aggiornamento catastale, con procedura Docfa, per l'inserimento in atti della piantina catastale. Una regolarizzazione che è d'obbligo se si è intenzionati a vendere, come prescritto dal Dl n. 78/2010 (art. 19, comma 14).

autore / Luca Lippi
Luca Lippi
caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]