Francesco "applica" la sentenza della Consulta, ora è Milena senza bisturi: FOTO

10 novembre 2015 ore 9:10, Andrea De Angelis
"Questa sentenza la dedico a loro". Quel loro si riferisce alla famiglia, in particolar modo ai genitori. "Senza il loro aiuto non sarei arrivata dove sono arrivata oggi. Non sarei mai potuta andare avanti,  anche dal punto di vista economico, questo percorso è stato lungo e costoso".

Francesco 'applica' la sentenza della Consulta, ora è Milena senza bisturi: FOTO
Quando è nata, 26 anni fa, per mamma e papà si chiamava Francesco Bargiacchi. Ora, per tutti, potrà essere Milena. Con una sentenza storica, il tribunale di Modena ha dato l'ok alla riattribuzione del sesso di una ragazza trans, senza passare per l'intervento chirurgico. Un caso che farà sicuramente discutere e che, di certo, è già storico.
"In Italia, prima, era necessario operarsi per cambiare documenti - spiega l'avvocato Cathy La Torre -  adesso non lo è più. L'identità di genere diventa così un pieno diritto. Tutte le persone trans a cui era stato negato potranno cambiare i propri documenti e poi scegliere, liberamente, se operarsi oppure no. Ho già depositato una ventina di sentenze anche al tribunale di Bologna".
A dare una svolta in questa direzione è stata la Consulta, che lo scorso 5 novembre ha messo la parola fine alla libertà di interpretazione della legge 164 del 1982 in materia di riattribuzione del sesso. "La Corte Costituzionale - spiega La Torre -  ha stabilito che operarsi non è un prerequisito per fare i documenti, dipende dal benessere psico-fisico della persona". Poco dopo, è arrivata la sentenza del tribunale di Modena, frutto di un percorso giudiziario iniziato nel 2012 e fatto di visite, esami, perizie psichiatriche.

"Avere un documento che non corrisponde alla tua identità di genere di comporta un outing forzato tutte le volte che mostri la carta di identità oppure la patente: è il documento a parlare per te e non puoi scegliere a chi raccontare la tua storia", dice ora Milena come riportato da La Repubblica. Lei aveva scelto di non operarsi, iniziando già a 19 anni la terapia ormonale
La protagonista di questa storia racconta che anche all'Università non era semplice, ogni esame una doppia prova. Così la scelta dell'ateneo è stata fatta anche laddove era possibile avere un doppio libretto. "A Bologna potevo essere Milena", dice.

Da Modena a Carpi. Questo, infatti, è il comune di residenza di Milena. "Appena mi arriverà l'ok dal comune potrò andare all'anagrafe e cambiare tutti i miei documenti", spiega. E anche la burocrazia sarà, quel giorno, amata. 
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