Dopo Bologna, Di Stefano (CasaPound): "Se Marchini a Roma, il progetto nazionale di Salvini può dirsi sospeso"

10 novembre 2015 ore 11:35, Marco Guerra
“Bologna è stato solo un compromesso per le amministrative, ma se a Roma impongono Marchini il progetto nazionale di Salvini può dirsi sospeso”. Simone di Stefano, presidente di Sovranità e CasaPound, intervistato da IntelligoNews, esprime tutte le sue perplessità sulla scelta di riproporre un centro-destra ancora legato alle vecchie logiche della coalizione. “Il tutti uniti si vince non funziona più senza progetti e il coraggio di essere dirompenti”.
                                                                                                                                 
Salvini-Berlusconi- Meloni. Secondo molti commentatori la foto di piazza Maggiore a Bologna propone solo lo schema del vecchio centro-destra. Lei che ne pensa?

Dopo Bologna, Di Stefano (CasaPound): 'Se Marchini a Roma, il progetto nazionale di Salvini può dirsi sospeso'
La foto che hanno fatto insieme è stata difficile da digerire sia per noi, che non siamo andati, ma anche per tanti leghisti che erano in piazza. Anche la Meloni non sembrava molto contenta, d’altra parte il suo partito è nato da una frattura con Silvio Berlusconi, insomma ritrovarcisi allo stesso tavolo non è il massimo. Diciamo che è stato un po’ problematico per tutti, il sapore in effetti era di vecchio. Poi comunque c’è da registrare che Berlusconi è sembrato un po’ bollito e che la manifestazione era tutta a traino Lega. Tuttavia a me sembra che nella realtà dei fatti non è successo nulla rispetto al panorama politico italiano”.

In effetti la piazza leghista non si è scaldata quando ha parlato Berlusconi…

Ma lo stesso Salvini dopo la manifestazione, parlando a ‘In mezzora’ della Annunziata, ha contestato diverse posizioni di Forza Italia a partire dalla sua presenza nel PPE. Tutte tematiche che aveva elencato fino al giorno prima. Per questo non capisco l’ostinazione ad avere Berlusconi sul palco e una parte di Forza Italia in Piazza. Io credo che il risultato politico della manifestazione senza Berlusconi ma con la destra sarebbe stato ancora maggiore per Matteo Salvini e per noi che lo vorremmo come premier”.  


Invitare Berlusconi a Bologna forse aveva lo scopo di tenere buona la parte più moderata dell’elettorato e di garantirsi l’appoggio di Forza Italia?

Ci sono le amministrative tra poco, è chiaro che con il sistema elettorale locale si è portati a ragionare con il vecchio schema delle alleanze. La prova del nove saranno i candidati che verranno scelti. Se Berlusconi imporrà il nome di Marchini a Roma vuol dire che del progetto nazionale di Matteo Salvini se ne riparla quando si andrà al voto con l’Italicum, fino ad allora sarà in stand by. Ma un appoggio a Marchini della lista ‘Noi con Salvini’ non penso che verrebbe digerito dai tanti elettori che in questi mesi si sono detti pronti a votare Matteo Salvini come premier”.

Sarebbe un appiattirsi a Berlusconi?

“Non funziona più il motto uniti si vince. Con questa mentalità è riuscito a vincere con Alemanno ed è finita come abbiamo visto. Servono progetti e ci vuole anche il coraggio di essere dirompenti, se uno non lo trova i romani non lo premieranno. Poi c’è il ballottaggio quindi nessuno se la gioca sul filo di lana, anche il centro destra può andare separato e poi misurarsi al secondo turno. Insomma la partita è aperta anche perché se i Cinque stelle non candidano Di Battista significa che non gli interessa vincere al Comune di Roma.  Mi sembra che anche la Meloni e la base di Fratelli d’Italia non siano intenzionati a portare Marchini, noi di sicuro non lo sosteniamo. Quindi devo capire chi lo vota questo personaggio”.

Quindi Bologna come prova di compromesso per le amministrative?

“Sì, e direi anche poco riuscita visto i mal di pancia espressi da molti esponenti di Forza Italia. Perché da una parte abbiamo Renzi che ha perso la sua ala sinistra e se ne frega, vuole infatti costruire il suo grande partito di centro superando lo stesso Pd; mentre dall’altra Forza Italia è strappata da due forze, una che spinge verso destra e l’altra che spinge verso il Pd. L’unico collante che resta a questo partito è Silvio Berlusconi ma se sta come abbiamo visto a Bologna è difficile che riuscirà tenere insieme tutto questo ancora per molto tempo”.

E invece che ti sembra di Guccini che davanti alla manifestazione di Bologna se n’è uscito con il vecchio motto “ora e sempre resistenza”?

La Sinistra ormai parla solo per slogan anche se non ha nemmeno più  le corde per metterli in pratica. Perché in molti hanno parlato di guerra civile, ho sentito Ferrero affermare persino che hai ragazzi dei centri sociali andrebbe data una medaglia, perché è giusto impedire di parlare a certe persone. Ma se ci fosse una guerra civile non sono così sicuro che sinistra avrebbe i numeri per vincerla; sembrano dei generali privi truppe proiettati dagli anni '70 ad oggi senza essersi accorti che nel frattempo è cambiato tutto, in realtà sono solo degli idioti. Proviamo ad immaginare se la prossima volta che la sinistra manifesta a Roma noi dessimo fuoco alle linee del treno e impedissimo la manifestazione…ci sarebbero retate e arresti a non finire. Però alla sinistra tutto questo è permesso, e tra l’altro con il bene placido dei Cinque stelle che non hanno detto una parola sui sabotaggi e le violenze. Anzi ho letto un posto di Crimi, in cui il parlamentare pentastellato invitava ad essere ghandiani anche se la manifestazione di Salvini era una provocazione. Da questo punto di vista i cinque stelle dimostrano di essere una costola della sinistra”.

Il sindaco Merola sostiene che Bologna ha risposto bene…

“Ma questa è una sinistra spappolata dal fenomeno Renzi che non sa più cosa dire, balbetta mentre Renzi fa il bello e il cattivo tempo. Essendo lui non di sinistra sta emarginando un intero mondo politico. Ora faranno questa Sinistra Italiana, ma stiamo alle comiche finali per quanto riguarda quell’ambiente”.
autore / Marco Guerra
Marco Guerra
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