L'ultima novità Tasi? Per i divorziati, e gli altri proprietari agevolati

10 novembre 2015 ore 11:49, Luca Lippi
L'ultima novità Tasi? Per i divorziati, e gli altri proprietari agevolati
Ferma restando l’esenzione della Tasi sulla prima casa, ora le opposizioni cercano di conquistare un angolo di gloria cercando a colpi di emendamenti di allargare la platea dei proprietari di immobili destinati a pagare meno il prossimo anno. Non solo sulla prima casa, ma anche sulla seconda, gli italiani non pagheranno Imu e Tasi a condizione che nell’immobile vadano a vivere (in comodato) parenti di primo grado, ossia genitori e figli. È questa l’ultima ipotesi di modifica alla legge di Stabilità 2016 cui stanno lavorando Governo e maggioranza.

A questo punto, era necessaria un’altra “spallatina”, già che ci siamo perché non esentare anche i separati, proprietari dell’abitazione lasciata all’ex coniuge? Una proposta più che valida considerando la pletora di separati e divorziati già sufficientemente tartassati da tutele e ingiustizie; ancorché indotti ad artifizi di ogni genere per proteggersi dalle richieste a volte inique a danno di chi deve mantenere il coniuge che spesso, a seguito della separazione manifesta stati di indigenza improvvisi. Ora bisognerà rifare i conti e trovare nuove coperture, poiché già l’allargamento dell’esenzione alle case date in comodato a parenti di primo grado ha fatto lievitare a 4 miliardi i costi della manovra, a questi bisognerà aggiungere i costi anche per le mancate entrate di Tasi sulle case lasciate in uso al coniuge separato.

La girandola delle esenzioni per questioni politiche è una pratica antica, probabilmente la minaccia di Renzi di voler far passare la legge di stabilità a ogni costo così com’è (cioè senza concessioni e allargamenti) era motivata anche per evitare questa pratica. È piuttosto chiaro, a fronte di allargamenti e di concessioni, necessariamente in manovra bisogna fare entrare provvedimenti per recuperare coperture, e inevitabilmente i privilegi di qualcuno ricadranno sulla collettività (il deficit è da escludere, sarebbe sempre un costo per la collettività differito). Ovviamente l’allargamento dell’esenzione Tasi ai coniugi separati diventa una questione economica (per il governo) perché se quella in favore dei parenti di primo grado cui si concede l’esenzione raddoppia quasi i costi, figurarsi quanto costerebbe allargare la platea ai separati e divorziati.

Ci sarebbe poi da considerare il fenomeno delle separazioni per motivi fiscali, e soprattutto il fatto che tutte queste concessioni inevitabilmente portano a rovinose e inquietanti marce indietro. Seguiamo la vicenda, per il momento sono solo emendamenti, varrà l’impianto del ddl Stabilità che sarà confermato dalle camere. Calcolando che gli emendamenti presentati alla legge di stabilità sono 3500 circa, non escludiamo siano considerati solo quelli elettoralmente convenienti per poi spazzare via il resto con un maxiemendamento per evitare di mangiare il panettone a Pasqua. 

autore / Luca Lippi
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