Cannabis sul bancone della farmacia ma "per terapia", Piemonte apripista nel 2016

10 novembre 2015 ore 13:32, Luca Lippi
Cannabis sul bancone della farmacia ma 'per terapia', Piemonte apripista nel 2016
Il Piemonte fa da apripista nella “diffusione” della cannabis ad uso terapeutico. Qualche chiarimento sulla questione generale prima di fornire informazioni sulla commercializzazione in dirittura di arrivo. L'uso medico della cannabis e dei suoi componenti (cannabinoidi, come il THC) ha una storia antica, tuttavia si è dovuto seguire un percorso per rinverdire l’uso dei cannabinoidi anche nella medicina moderna. Inutile dare messaggi “confortanti” a ormai attempati allegri fumatori di quel che resta del passato. 

L'INDUSTRIA FARMACEUTICA: Dalla pianta essiccata si estraggono principi attivi per il confezionamento di farmaci a base di fitocannabinoidi o di cannabinoidi sintetici, su cui vengono effettuati tutti i moderni studi scientifici. La proibizione della pianta ha nel tempo rarefatto la diffusione della cannabis anche fra i popoli che ne avevano conservato il rimedio farmacologico, tuttavia la pianta torna oggi ad essere usata nel trattamento di certe patologie, per esempio per ridurre la nausea dovuta a chemioterapia o in malati di AIDS, o per trattare il dolore e la spasticità muscolare. È stato studiato il suo utilizzo per numerose altre applicazioni mediche, ma non vi sono dati sufficienti per conclusioni sulla sua sicurezza ed efficacia. Sono inoltre in corso alcuni studi sugli effetti antitumorali del THC.

All'inizio del 2016 arriva nelle farmacie ospedaliere la cannabis per uso terapeutico a partire dal Piemonte

COME FUNZIONA: Secondo la proposta di legge, l'uso della cannabis a fini terapeutici dovrà essere prescritto dal medico e sarà a carico del Servizio sanitario regionale. L’uso limitatissimo ad alcune patologie sarà un dato di fatto, come dice l’assessore alla sanità della regione Piemonte Antonio Saitta: “come supporto, dove i trattamenti standard non hanno prodotto gli effetti desiderati”. Quindi sarà in linea di massima un trattamento in ultima analisi, questo sta a significare che la ricerca non ha ancora potuto raggiungere la massima sicurezza sull’uso del trattamento. In buona sostanza, poiché non esiste alcun trattamento per gli effetti collaterali della chemioterapia, radioterapia e terapie per l’Hiv allora si tende a utilizzare il cannabinoide che di certo ha l’effetto della famosa “fame tossica”, minima concessione per gli effetti ipotensivi nel glaucoma resistente alle terapie convenzionali. Tutto il resto è ancora solamente (e fino a prova contraria) legenda aristotossica. 

FORNITURA E COMMERCIALIZZAZIONE: Per attuare la commercializzazione, assicura Saitta, "abbiamo atteso l'esito del gruppo di lavoro appena sfociato in un'intesa Stato-Regioni, che diventerà decreto la prossima settimana", in modo da evitare un ingestibile "federalismo della cannabis". La prescrizione dovrà essere effettuata da medici specialistici che operano in strutture ospedaliere o dal medico di medicina generale. Infine, la fornitura avverrà direttamente da parte delle farmacie ospedaliere delle Aziende sanitarie locali e ospedaliere; se sono sprovviste del servizio di farmacia ospedaliera, possono reperire i farmaci cannabinoidi anche in una farmacia aperta al pubblico.

autore / Luca Lippi
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