Giordania, cosa è successo nella sparatoria che ha ucciso sette militari in una caserma

10 novembre 2015 ore 14:13, Americo Mascarucci
Giordania, cosa è successo nella sparatoria che ha ucciso sette militari in una caserma
E’ mistero sulla sparatoria avvenuta in Giordania, precisamente a Mawqar, località alla periferia di Amman, durante una lezione di addestramento di cadetti di Polizia nella caserma "Re Abdallah", dove si svolge il percorso di addestramento di ufficiali giordani e iracheni nel quadro del sostegno statunitense ai suoi alleati mediorientali in funzione «anti-terrorismo».

La sparatoria è costata la vita a due istruttori americani, un sudafricano e quattro loro colleghi giordani. 

A sparare colpi di arma da fuoco un ufficiale giordano per motivi non ancora chiariti. 
L’attentatore è stato a sua volta ucciso dalle guardie presenti nella scuola intervenute per fermarlo. 
Ai corsi di addestramento partecipano cadetti palestinesi inquadrati nelle forze di sicurezza di Amman. 
Il bilancio ufficiale, confermato dal Dipartimento di Stato Usa, è di sei morti più l'attentatore, ma potrebbe aggravarsi perché due ufficiali giordani sono rimasti feriti e sono in condizioni molto gravi. 

Ma chi è l’attentatore? 
Si tratta del capitano di polizia Anwar Abu Zayd uno dei partecipanti  all'addestramento. 
Ha aperto il fuoco durante la pausa pranzo mentre le vittime erano sedute al tavolo della mensa. 

Perché ha sparato? 
Gli investigatori giordani e i militari Usa che stanno collaborando alle indagini, ipotizzano la matrice terroristica, anche se questa presenta molti dubbi. 
Gli Abu Zayd sono infatti un influente clan, originario della Transgiordania, da sempre fedele alleato della dinastia hascemita che governa il Paese. 

Perché quindi sparare contro gli istruttori americani e i loro colleghi se la monarchia di Amman è da sempre un alleato strategico degli Usa nella lotta al terrorismo islamico e all'Isis? 
Forse il militare all'insaputa di tutti si era lasciato influenzare dal radicalismo islamico aspettando il momento opportuno per agire e compiere un attento contro i nemici del Califfato proprio nella scuola in cui i cadetti vengono addestrati per contrastare i terroristi? 
Ipotesi questa però che risulterebbe smentita dai colleghi dell'attentatore, che hanno lavorato al suo fianco e che lo hanno descritto come un soldato leale, fedele alla monarchia e soprattutto ostile al fondamentalismo. 

E allora perché sparare? Un raptus di follia? 
Questa al momento sembrerebbe l’ipotesi più attendibile anche perché finora nessun gruppo islamista radicale affiliato all’Isis ha rivendicato l’attentato. 
Un attentato compiuto nel giorno del decimo anniversario degli attentati terroristici che scossero la capitale e uccisero sessantacinque persone ferendone più di cento.

Questa circostanza quindi lascerebbe ipotizzare la matrice terroristica su cui stanno lavorando gli investigatori. Insomma un mistero nel mistero, perché se fosse confermato il movente terroristico allora diventerebbe davvero difficile per gli Usa ma anche per i sovrani di Amman fidarsi di chiunque sta al loro fianco e potrebbe essere invece un pericoloso infiltrato dell'Isis. 

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