Lo sport è transgender come l'Italia. Per Luxuria "Francesco è Milena grazie a una sentenza umana e forse a me"

10 novembre 2015 ore 16:45, Lucia Bigozzi
Lo sport è transgender come l'Italia. Per Luxuria 'Francesco è Milena grazie a una sentenza umana e forse a me'
“Una sentenza molto umana. E’ grazie alle sentenze dei giudici che si colma l’indifferenza e l’egoismo della classe politica italiana”. Vladimir Luxuria non vuole “appuntarsi medaglie sul petto” ma se Francesco Bargiacchi ora all’anagrafe è Milena senza passare dal bisturi, come stabilisce la Consulta, è un po’ anche merito suo. Da parlamentare, infatti, firmò una proposta di legge che in qualche modo ha anticipato il pronunciamento dei giudici sul caso specifico. A Intelligonews spiega la portata della sentenza sul piano dei diritti civili. 

Come commenta la sentenza della Consulta sulla vicenda della ragazza trans riconosciuta all’anagrafe senza ricorrere al bisturi? E’ stato possibile anche grazie al suo impegno in parlamento?

«In realtà, era una proposta di legge che avevo scritto per fare in modo che il cambiamento dei genitali fosse una libera scelta e non, magari, perché unico modo per cambiare i dati anagrafici. Io non mi appunto medaglie sul petto, bensì credo sia importante cercare di migliorare la qualità della vita delle persone. In questo caso, apprezzo molto la sensibilità dei giudici. Generalmente si pensa ai tribunali come luoghi austeri; invece credo che quella della Corte Costituzionale sia stata una sentenza molto umana».

Sentenza che d’ora in poi costituirà un precedente?

«Come al solito, è grazie alle sentenze dei giudici che si colma l’indifferenza e l’egoismo della classe politica italiana»

Dall’Italia alla California con la prima transgender diventata cheerleader. Al di là del titolo in sé, qual è secondo lei il senso della storia di Anry Fuentes?

«Mi viene subito da pensare di tifare per la squadra di cui Anry è diventata cheerleader, non per motivo puramente sportivi, bensì perché ha dimostrato di essere la squadra dell’amore, dell’accoglienza, dell’integrazione, del vivere bene insieme grazie a quello che siamo. E’ sicuramente un esempio molto forte e per me anche commovente, di una ragazza giovane che è amata a sostenuta innanzitutto dal suo gruppo. Direi, un grande esempio di sport: non è lo sport dell’insulto, del razzismo, della violenza che purtroppo vediamo spesso anche nel nostro Paese, bensì lo sport dell’integrazione»

Secondo lei, un caso analogo potrebbe accadere anche in Italia?

«Secondo me sì, perché non vorrei che l’opinione pubblica pensasse che gli italiani sono persone arretrate culturalmente o che non hanno un cuore. Certo, esistono anche coloro che emargino semplicemente a causa dell’identità sessuale, ma sono tantissime – mi creda – le situazione in cui le persone che vengono accolte, amate e rispettate in quanto persone»

A proposito di diritti civili, che fine ha fatto il ddl Cirinnà? Silenzio “sospetto”?

«Aspettiamo fiduciosi sperando che ancora una volta la nostra fiducia non venga tradita. Non si conoscono bene i tempi di approvazione in Parlamento; prima era stato detto a gennaio, poi prima di gennaio… sembra quasi la favola del corvo che ripeteva ‘domani, domani, domani’. Io voglio continuare a sperare che non sia una ulteriore presa in giro, come peraltro è già successo in passato»

autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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