Camorra torna ai vecchi metodi: rapimento con ricatto di due fratellini

10 novembre 2015 ore 17:23, Luca Lippi
Camorra torna ai vecchi metodi: rapimento con ricatto di due fratellini
È infinito il clan dei Casalesi, più ne arrestano e più ne escono fuori di nuovi, dopo le catture dei superboss latitanti Michele Zagaria e Antonio Iovine, oggi è toccato ai gregari che nel frattempo avevano preso il posto della presunta vecchia guardia. I carabinieri del comando provinciale di Caserta insieme ai Ros, coordinati dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli hanno tratto in arresto 19 presunti appartenenti al clan dei casalesi, contestualmente hanno posto sotto sequestro beni mobili e immobili per 34 milioni di euro.

Il fatto, che avrebbe indotto l’Arma a indagare, è stato che Massimo Alfiero (detenuto in regime di 41bis), dapprima disposto a collaborare con gli inquirenti è stato minacciato e soprattutto punito con il sequestro dei suoi due figli. A questo punto, l’improvvisa rinuncia a collaborare dell’Alfiero ha fatto scattare un approfondimento d’indagine che ha portato all’operazione “Azimut” scattata alle prime ore della mattina di oggi portando all’arresto di Antonio Baldascini, 54 anni; Salvatore Borrata, 56; Vincenzo Borrata, 46;Andrea Bortone, 37; Aldo Cristiano, 61; Vincenzo Della Corte, 60; Tommaso Della Valle, 52; Americo Di Leone, 45; Carlo Di Meo, 61; Vincenzo Gallo, 50; Giuseppe Iovine, 30;Carmine Iaunese, 37; Nicola Panaro, 58; Antonio Ettore Patalano, 40; Renato Reccia, 60;Carmine Schiavone, 32; Francesco Schiavone, 48; Gennaro Sorrentino, 57; GiuseppeVespucci, 53.

L’indagine ha documentato l’intesa raggiunta tra i gruppi criminali Venosa, Zagaria,Iovine e Bidognetti per la gestione unitaria delle attività criminali sul territorio e la ripartizione, mediante la gestione di un’unica “cassa”, dei proventi illeciti. Un “gruppo misto” che, nonostante momenti di fibrillazione, ha continuato a federarsi con la fazione Schiavone, a cui viene riconosciuta la leadership dell’intera organizzazione camorristica, tanto che il vertice della stessa era rappresentato, fino al suo arresto, da Carmine Schiavone, tra i destinatari dell’ordinanza, figlio del capoclan Francesco Schiavone detto “Sandokan”.

La pratica del rapimento di congiunti ci porta indietro nel tempo, una vecchia pratica della camorra per determinare i comportamenti degli affiliati in fase di cedimento una volta finiti nella rete della giustizia.

autore / Luca Lippi
Luca Lippi
caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]