Fisco: via gli studi di settore, arrivano gli indicatori di normalità

10 novembre 2016 ore 11:20, Luca Lippi
Dopo anni di contestazione del sistema di rilevazione reddituale attraverso i famigerati studi di settore finalmente si dovrebbe essere alla svolta.
Il condizionale è d’obbligo giacché al momento la sua cancellazione è ancora un emendamento al decreto fiscale, collegato alla Legge di Bilancio. 
L’emendamento, approvato dalle Commissioni Bilancio e Finanze della Camera, prevede l’istituzione, a partire dal 31 dicembre 2017, di indici di affidabilità del contribuente “serio”, cui vengono collegati anche dei meccanismi premianti per le imprese più affidabili. 
Tali meccanismi potrebbero prendere a forma di una esclusione o riduzione dei termini per gli accertamenti, in modo da stimolare l’assolvimento degli obblighi tributari o un rafforzamento della collaborazione fra fisco e contribuenti.  Il Dl fisco all’esame delle commissioni, dovrebbe sbarcare in Aula già domani, mentre venerdì potrebbe essere votata la fiducia che il governo è intenzionato a porre.
Saranno "individuati indici sintetici di affidabilità fiscale cui sono collegati livelli di premialità per i contribuenti più affidabili, anche in termini di esclusione o riduzione dei termini per gli accertamenti".

Fisco: via gli studi di settore, arrivano gli indicatori di normalità

Il nuovo sistema necessiterà di meno dati e meno informazioni da inserire, anche in conseguenza della periodica comunicazione delle fatture che entrerà in vigore dal 2017, per effetto della quale il Fisco avrà già a disposizione gran parte delle informazioni utili al calcolo del reddito.
Per essere più chiari
La ‘rottamazione’ degli studi di settore si consumerà adottando in un primo momento, entro il 2017, un regime premiale che vedrà gli accertamenti ridotti per quelle imprese e quei professionisti che risulteranno ad “alta affidabilità fiscale”; successivamente, avverrà il superamento progressivo degli studi e del software Gerico, con un decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze.
In sostanza, attraverso la vecchia pratica degli studi di settore i dati raccolti saranno utilizzati per selezionare i contribuenti più affidabili e per separarli da quelli a rischio evasione, grazie agli “indicatori di compliance”, volti a “misurare la fedeltà fiscale”. 
In scala da 1 a 10, chi raggiungerà il grado di affidabilità più elevato avrà accesso a un particolare sistema premiale, che darà diritto a diverse agevolazioni, come la riduzione dei termini di accertamento e l’esclusione da alcune tipologie di accertamento.
Gli indicatori di normalità economica (Ine)
Servono a individuare i ricavi e i corrispettivi del contribuente sulla base delle caratteristiche e delle condizioni di esercizio della specifica attività.
In pratica, sarà l’indicatore per ottenere il “vero reddito” del contribuente, utilizzando elementi extracontabili, come la durata delle scorte o il valore aggiunto di ogni singolo addetto (dipendente o semplice collaboratore).
Se il contribuente non risulterà coerente con gli indicatori di normalità, il software Gerico determina maggiori ricavi o compensi, che vengono sommati sia al valore puntuale sia al valore minimo stimato dall’analisi di congruità dello studio di settore.
Con la riforma degli studi di settore, gli indicatori di normalità economica diventeranno indicatori per il calcolo del livello di affidabilità: non serviranno per stimare i soli ricavi, ma anche per determinare il valore aggiunto e il reddito di impresa ed arrivare all’indice sintetico di affidabilità, o indicatore di compliance.
Indicatori di compliance  
Gli indicatori di compliance avranno caratteristiche differenti e specifiche, secondo l’attività svolta dal contribuente in modo prevalente.
Potranno essere stimate anche basi imponibili diverse: a seguito di queste valutazioni, potrà essere ricavato  il valore aggiunto e, sulla base di questo, saranno ottenuti i ricavi (o i compensi) e il reddito.
La storia contributiva
La valutazione dei dati forniti dal contribuente non si baserà soltanto sull’anno corrente e su quelli immediatamente precedenti, ma addirittura sugli 8 anni precedenti: in questo modo, le stime fornite dagli studi saranno più efficienti e più precise.
Raggruppamenti
I modelli di organizzazione su cui si basano gli studi di settore saranno ridotti e semplificati, in modo da poter assegnare il contribuente al gruppo di appartenenza con più sicurezza. Sarà poi semplificata, a tal fine, l’analisi dei dati rilevanti.
In conclusione e in sintesi, non si chiameranno più ‘studi di settore’ ma ‘indicatori di compliance’. 
Il professionista che prima doveva dimostrare la sua eventuale non congruità con gli studi di settore ora sarà controllato direttamente da Gerico che attraverso lo 'spesometro' e gli 'indicatori di compliance' sono in grado di dimostrare che il reddito è superiore o inferiore a quello realmente dichiarato, all’osservato l’onere di dimostrare il contrario. 
Cambiamenti per il professionista? Nessuno!
Tolgono gli studi di settore perché obsoleti e imprecisi, il Fisco ha abbastanza ‘storia’ per ciascun individuo da sapere con anticipo, meglio del monitorato, cosa guadagna e se no, il perché. Tutto grazie all'uso di cellulari, social, home banck, e altre diavolerie di cui non sappiamo più fare a meno.

autore / Luca Lippi
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