Canone Rai non pagato: maxi multa di Agenzia Entrate. Soggetti a rischio

10 novembre 2016 ore 23:59, Luca Lippi
Arrivano le sanzioni per chi non ha pagato il canone Rai. Non si può dire che sia una sorpresa, alla vigilia del provvedimento che disponeva la riscossione del canone Rai in bolletta si era parlato chiaramente delle sanzioni per tutti coloro che non avessero ottemperato secondo la norma al pagamento, oltretutto, anche se in ritardo, comunque chi aveva la possibilità di chiarire la sua posizione, poteva autodenunciarsi seguendo le modalità indicate.
Ovviamente tutti gli altri, non pagando, diventano automaticamente ‘evasori’’.
Dunque, sanzioni durissime per chi non ha provveduto al pagamento del canone Rai entro il 31 ottobre 2016. Chi non l’ha pagato, rischia di dover versare da due a sei volte l’importo evaso. Considerato che l’abbonamento costa 100 euro, le multe vanno da 200 a 600 euro.
A questi, si aggiunge la schiera di coloro che hanno inviato all’Agenzia delle entrate una falsa dichiarazione di non possesso del televisore, questi ultimi rischiano fino a 2 anni di carcere, per il reato di falso ideologico del privato in atto pubblico.
I soggetti a rischio
Sono tutti gli individui che sono in possesso di un apparecchio televisivo in casa ma non sono titolari di un contratto di fornitura di energia elettrica. Ovvero chi avrebbe dovuto provvedere al pagamento del canone Rai in autonomia utilizzando il modello F24 entro la data ultima del 31 ottobre appunto.
Pagamento tramite F24, tra l’altro, che era dovuto anche da chi, possedendo un apparecchio televisivo ed essendo intestatario di un contratto per la fornitura dell’energia elettrica non ha ricevuto l’addebito del canone Rai in bolletta (come accade a chi vive nelle isole che non sono allacciate alla rete elettrica nazionale).

Canone Rai non pagato: maxi multa di Agenzia Entrate. Soggetti a rischio

I soggetti non a rischio
C’è chi non ha effettuato alcun versamento, né in bolletta né tramite F24. Ovvero chi è esonerato dall’obbligo di pagamento. Si è esonerati se all’interno della propria famiglia anagrafica qualcuno paga già il canone, se sono stati compiuti 75 anni di età, il reddito complessivo del nucleo familiare non supera 713,98 euro ed è stata presentata l’apposita dichiarazione sostitutiva. L’esenzione è valida anche se a possedere i requisiti è un componente della famiglia anagrafica.
Attenzione
Per le solite criticità di carattere burocratico, potrebbe accadere nonostante l’esenzione come previsto nella norma, comunque è arrivato l’addebito in bolletta. Solo in questo caso è possibile scorporare l’importo della sola fornitura elettrica computata dall’ente gestore del servizio elettrico . 
L’ente gestore dovrà comunicare all’Agenzia delle Entrate che l’utente non ha provveduto a pagare il canone: se non lo fa, sono previste sanzioni dal 120% al 240% dell’importo non dichiarato, con riferimento a ciascuna dichiarazione omessa.
Per evitare di incorrere in sanzioni, converrebbe pagare l’intera fattura e domandare il rimborso all’Agenzia delle entrate, dichiarando il motivo per cui si ha diritto all’esenzione. Il rimborso viene effettuato dalle imprese elettriche con accredito sulla prima fattura utile o con altre modalità, entro 45 giorni dalla ricezione delle informazioni da parte delle Entrate. 
Se il rimborso non va a buon fine, ci pensa direttamente l’Agenzia. Questa è la procedura secondo quanto previsto dalla legge, ora seguiamo sulla regolarità e sui tempi di rimborso.

autore / Luca Lippi
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