‘Renzirisponde’ solo sulle mini pensioni: bufera opzione donna ed esodati

10 novembre 2016 ore 12:38, Luca Lippi
Nel consueto appuntamento del Presidente del Consiglio in streaming, nella prima parte si è parlato di Trump, e sarebbe stato strano il contrario, nella seconda parte invece si è parlato della consultazione popolare. 
In buona sostanza è stato un collegamento piuttosto noioso, e non si esclude che la maggior parte degli internauti affezionati all’appuntamento online con Matteo Renzi, sarà sfuggita la terza parte, nella quale il Presidente del Consiglio parla delle pensioni. 
Renzi ha ammesso che le mini pensioni sono una novità che può lasciare perplessi,  mentre si sofferma sul rialzo delle pensioni sotto i 1000 euro, sottolineando che non ci sono revisioni negative ma solo positive. 
Ci si aspettava qualche considerazione sull’opzione donna dopo la lettera di diffida inviata al Mef da ‘Comitato Opzione Donna’, ma la riflessione sicuramente sarà rimandata al prossimo collegamento.
Renzi sembrerebbe voler continuare sulla strada delle novità per le pensioni di mini pensione e quota 41, le uniche al momento possibili per modificare le attuali norme previdenziali, in base al budget disponibile, ribadendo l’importanza degli aumenti per le pensioni, che coinvolgeranno ben 1,2 milioni di pensionati.
C’è da sottolineare che per i detrattori, l’aumento pensioni sotto i mille euro rappresenta più una mossa elettorale strategica che una vera e propria novità per i cittadini più poveri.
In concreto però c’è da dire che le novità per le pensioni inserite nel nuovo testo unico saranno solo una sorta di annuncio e che regole ufficiali di funzionamento e tempi di avvio saranno definiti con appositi Dpcm della presidenza del Consiglio che dovranno anche definire entità degli oneri e funzionamento delle polizze assicurative.  
Per essere più chiari, le stesse mini pensioni e quota 41 potrebbero essere anche respinte, innanzitutto per mancanza di soldi, infatti sono solo 300 i milioni messi a disposizione per mini pensione e quota 41 e nulla è stato ancora indicato nell’eventualità che si esauriscano le disponibilità.
Soprattutto, qualora le domande di pensionamento anticipato con mini pensione e quota 41 dovessero superare le disponibilità economiche non si sa ancora se saranno stabiliti criteri di accesso prioritario a mini pensione e quota 41 o se sarà seguita più semplicemente la logica del 'chi prima arriva…’. 
In ultimo, non trattandosi di vere e proprie novità per le pensioni ma più di misure di sostegno per le categorie di persone più svantaggiate, potrebbero essere anche rifiutate, fino alla fine, dagli stessi organi di competenza, a partire da quegli istituti di credito che la mini pensione dovranno erogarla, che incasseranno gli interessi, ma non da chi rientra nella categorie di persone svantaggiate che saranno certamente la maggior parte a richiederla. 

‘Renzirisponde’ solo sulle mini pensioni: bufera opzione donna ed esodati

Giusto per ricordare, che la mini pensione dovrebbe interessare innanzitutto le categorie di lavoratori più disagiati, vale a dire disoccupati o invalidi che entro il prossimo gennaio avranno raggiunto almeno 63 anni di età e 20 anni di contributi. 
L’anticipo per l’uscita con la rendita integrativa sarebbe sottoposto ad un regime fiscale agevolato, compreso tra il 15 e il 9%, mentre le penalità che si subiranno sull’assegno finale secondo quanto previsto dalla mini pensione oscillerà tra il 15 e il 9%, in base al reddito pensionistico che il lavoratore percepisce. 
Per fare un esempio, se oggi un lavoratore vuole anticipare l’uscita con la rendita subisce un prelievo del 23%; se la rendita complementare riguarda la pensione di base, sarà soggetto alla tassazione Irpef a seconda dello scaglione di reddito di cui si fa parte.
I costi sarebbero tutti a carico dello stato, e in questo si configura la problematica delle coperture reali.
Inoltre
Riguardo opzione donna, le lavoratrici donne che stanno attendendo notizie sulla possibilità di poter accedere alla pensione anticipata anche il prossimo anno dovranno aspettare probabilmente il 4 dicembre.
Non sono stati ancora rese note le cifre relative all’anno scorso, dati che consentirebbero di verificare se sono avanzate risorse dal precedente stanziamento da poter utilizzare per la proroga.
Ottava salvaguardia, è un’altra partita ancora aperta per quanto riguarda la riforma delle pensioni è vede protagonisti gli esodati. L’ottava salvaguardia inserita dal Governo nella Legge di Stabilità, infatti, non ha soddisfatto le aspettative: l’ultima salvaguardia era stata presentata come il provvedimento risolutivo della questione e, invece, ha escluso dalla platea dei beneficiari molti soggetti a causa dell’interpretazione data in senso restrittivo ai requisiti di accesso.
Gli esodati non ci stanno, e nella giornata di martedì sono scesi nuovamente in piazza a Roma per chiedere che l’ottava salvaguardia venga estesa a tutti gli interessati.
In conclusione, stavolta Renzi non risponde, ma sicuramente risponderà non appena dalle Camere arriveranno notizie utili sull’avanzavento lavori riguardo la riforma delle pensioni. 

autore / Luca Lippi
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