Gli americani anti-democratici in piazza contro Trump: 30 arresti

10 novembre 2016 ore 12:47, Americo Mascarucci
Evviva la democrazia!
Donald Trump ha vinto ma l'altra America, quella che ha votato per Hillary Clinton sembra aver perso la testa.
La democrazia sembra avere valore sempre e solo quando premia la sinistra radical-chic che negli Usa, inutile negarlo, era rappresentata dalla Clinton.
Se la maggioranza degli americani avesse scelto la Clinton sarebbe stato tutto normale, il popolo Usa sarebbe stato maturo, responsabile e ovviamente "democratico".
Avendo invece premiato Trump ecco che il voto diventa immaturo, irresponsabile, anti-democratico e così il concetto stesso di democrazia, come espressione della volontà popolare, diventa carta straccia. 
Migliaia di manifestanti sono scesi in piazza contro il nuovo presidente fino a spingersi fino alla sua abitazione.
Almeno 30 persone sono state arrestate a Manhattan. 
Tra le migliaia di manifestanti che per ore hanno letteralmente assediato la Trump Tower sulla Fifth Avenue di Manhattan alcuni hanno anche bruciato maschere ed effigi che rappresentavano il volto del nuovo presidente degli Stati Uniti, presente con la famiglia nei suoi appartamenti agli ultimi piani del famoso grattacielo. 
Gli americani anti-democratici in piazza contro Trump: 30 arresti
Avete capito bene: hanno bruciato l'effige del presidente votato dalla maggioranza degli elettori.
Un tempo si bruciavano le immagini dei dittatori e non di chi ha vinto con le regole della democrazia.

Tutta l’area dove si trova la residenza di Trump è blindatissima. 
I voli sopra la zona sono stati vietati. L’isolato della Trump Tower è circondato da camion `anti-bomba´ pieni di sabbia e da decine di agenti in tenuta antisommossa. Questi ultimi presidiano anche l’ingresso della residenza della famiglia Trump. 
"Mettiamolo sotto accusa", "Lui non è il mio presidente" e "Stupratore" erano solo alcuni degli slogan dei manifestanti. Alcuni invece urlavano "Black Live Matter" (la vita dei neri conta, movimento attivista contro la violenza subita dei neri) e "Bernie" (invocando il candidato democratico Bernie Sanders battuto da Hillary Clinton nelle primarie). Alcuni, invece, se la sono presa con gli Stati in bilico che hanno dato la loro preferenza al tycoon.
Insomma, una prova di democrazia davvero eccellente.
E meno male che tanto dal presidente uscente Obama che dalla sconfitta Clinton erano subito arrivate parole di distensione nei confronti del vincitore che da parte sua aveva teso la mano agli avversari. 
"Alla fine siamo tutti americani" aveva detto Obama lasciando intendere che il voto dei cittadini è sacro.
Peccato che i suoi sostenitori non l'abbiano preso in parola. 

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