Trump, Centinaio contro Grillo: "Arrivi secondo. Noi leghisti unici coraggiosi trumpisti"

10 novembre 2016 ore 13:52, Americo Mascarucci
"Mi spiace per Grillo ma su Trump arriva secondo: siamo noi della Lega a rappresentare in Italia le istanze del neo presidente Usa".
Il capogruppo della Lega Nord al Senato Gian Marco Centinaio ad Intelligonews ribadisce come sia il Carroccio, e non il Movimento 5Stelle, il partito più in sintonia con Donald Trump e con i contenuti della sua agenda politica e di governo premiata dagli elettori americani.

Renzi sembra aver cambiato strategia. Dopo aver sostenuto apertamente Hillary Clinton ora manda messaggi amichevoli al vincitore repubblicano? La vittoria di Trump che ripercussioni avrà in Italia?

"Soltanto noi della Lega abbiamo sostenuto apertamente Donald Trump, e lo abbiamo fatto mentre tutti in Italia e all'estero lo dipingevano come il male assoluto. Nei confronti dell'Italia non vi saranno ripercussioni negative, nessun timore se non quelli che qualcuno ha volontariamente paventato per denigrare Trump. I rapporti sono certo resteranno positivi, ma molto dipenderà dal Governo italiano".

 Dipenderà dal governo in che senso? 

"Renzi si è schierato a favore della Clinton insieme ad Obama con relativo scambio di favori: Renzi ha fatto un endorsement per la Clinton e Obama in cambio ne ha fatto un altro per il sì al referendum del 4 dicembre. Ribadisco che il Presidente del Consiglio italiano non dovrebbe andare a fare campagna elettorale in uno stato estero anche perché Renzi è andato negli Usa in veste di primo ministro italiano e non di capo del Partito Democratico. Renzi torna sui suoi passi? Ci fa piacere, ma ha sbagliato a fare campagna elettorale per la Clinton e Obama".

E in Europa? Sarà più sereno il clima in considerazione dei buoni rapporti che molti ipotizzano fra Trump e Putin? 

"Credo che il clima sarà più sereno, perché se avesse vinto la Clinton avrebbe acuito la tensione con la Russia come ha fatto Obama. Spero che Trump e Putin vadano d'accordo e che l'Europa capisca che è interesse di tutti avere buoni rapporti con Mosca. Non soltanto per ragioni di politica internazionale ma anche e soprattutto di carattere economico. I nostri imprenditori ci hanno bastonato per aver seguito l’Europa nella folle politica dell'embargo e delle sanzioni contro la Russia". 

Grillo ha esultato per la vittoria di Trump ma secondo gli osservatori in realtà sarebbe la Lega, e non il Movimento 5Stelle, il partito più vicino al neo presidente Usa. Perché?

"Durante la campagna elettorale quando tutti denigravano Trump e il suo programma e nessuno era pronto a scommettere su di lui accusavano noi della Lega di stare dalla parte sbagliata. Grillo dov'era? Non ha fatto una sola dichiarazione in favore di Trump quando tutto il mondo era schierato contro di lui. Grillo è arrivato secondo. Nello staff di Trump sono in molti a considerare la Lega il partito italiano più vicino e affine all'agenda dei repubblicani Usa. Non lo diciamo noi, ce lo confermano fonti accreditate dell'entourage presidenziale".

Ma cosa vi accomuna realmente a Trump?

"Il fare proposte dalla parte dei cittadini e non delle lobby, la volontà di far ripartire l’economia reale e non quella finanziaria. Siamo in linea su immigrazione e tassazione, Trump come noi propone una flat tax del 15% per le imprese. Punti in comune che vanno oltre il populismo dei leader. Ci sentiamo molto più in sintonia in questo momento con Trump piuttosto che con tanti altri leader e partiti europei".

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