La vittoria di Trump tradotta a Mosca: "Non siamo pieni di rosee speranze"

10 novembre 2016 ore 14:48, Americo Mascarucci
Ieri appena appresa la notizia della vittoria di Donald Trump il commento a caldo del presidente russo Vladimir Putin era stato questo: 
"Abbiamo sentito le dichiarazioni elettorali dell’allora candidato alla Casa Bianca Donald Trump mirate a ripristinare i rapporti fra la Russia e gli Usa. Noi capiamo e ci rendiamo conto che sarà un percorso difficile dato il deterioramento in cui si trovano le nostre relazioni. La Russia è pronta a far la sua parte e desidera ricostruire i rapporti a pieno titolo con gli Usa".
Insomma un'apertura di credito ma piuttosto tiepida che aveva gelato le aspettative di quanti, convinti che Putin sia stato il principale regista della vittoria di Trump, si attendevano dichiarazioni di forte entusiasmo. 
La vittoria di Trump tradotta a Mosca: 'Non siamo pieni di rosee speranze'
Oggi è stata la volta del vice ministro degli Esteri russo Serghiei Riabkov che ha dichiarato:
 "Non vorrei che il nostro pubblico avesse l'impressione che siamo pieni di rosee speranze. Bisogna dire che le posizioni dichiarate dai rappresentanti della campagna di Trump e dalle persone che lo circondano nei confronti della Russia sono state abbastanza dure e noi non abbiamo visto nessun motivo per rivedere in qualche modo la nostra valutazione." 

"Negli Usa durante la campagna elettorale - aggiunge Riabkovsi è formato un consenso dei due partiti su base anti-russa. Le relazioni fra Usa e Russia sono stati sempre altalenanti, ci sono stati dei periodi in cui si partiva bene, con buona comprensione, e poi la situazione si trasformava in crisi".  
Per i russi dunque non è oro tutto quel che luccica. 
Se Trump a Mosca è considerato migliore della Clinton tuttavia non è considerato, almeno per ora, un interlocutore privilegiato. Forse lo sarà col tempo. 
 "Durante la campagna elettorale per le presidenziali americane, ci sono stati dei contatti tra la Russia e i membri del team di Donald Trump" avrebbe ammesso comunque Riabkov ma a quanto pare nulla di più. 
Nessun ruolo determinante di Putin dunque sull'esito delle presidenziali. Si sarebbe trattato di semplici questioni di lavoro secondo il russo.
Bisognerà attendere le prime mosse del nuovo presidente per capire se fra Russia e Stati Uniti potrà davvero tornare il sereno.

 

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