Per Sgarbi "Trump liberazione per gli eterosessuali". In Italia? "Dopo Berlusconi, tocca a me: ci sto pensando"

10 novembre 2016 ore 14:20, intelligo
di Stefano Ursi

C'è già un Trump in fieri in Italia? Oppure ne abbiamo già avuti altri? La vittoria del magnate americano segna la sconfitta delle dinamiche politiche classiche come destra-sinistra sostituite da popoli contro caste? IntelligoNews lo ha chiesto a Vittorio Sgarbi, che propone una visione più ampia e racconta come stia pensando ad un movimento nuovo che riunisca le forze più dirompenti e portatrici di vitalismo politico.

La vittoria di Trump sulla Clinton: popoli contro caste, come scriveva ieri il nostro direttore Torriero, oppure i democratici hanno semplicemente sbagliato candidato?

“Che i democratici abbiano sbagliato candidato è un dato oggettivo. E la potenza di contrasto di Trump ha messo in evidenza l'automatismo dinastico della Clinton, che è un meccanismo sbagliato visto che lei è lì da sempre, prima come moglie e poi come segretario di Stato; l'operazione di Trump, se vogliamo, è un'operazione 'renziana' di rottamazione. L'elettore americano ha scelto, al momento del voto, fra un obbligo e un minimo di libertà, soprattutto se pensiamo che il nodo non sta nel votare o meno Trump bensì nel sapere cosa ha fatto la Clinton effettivamente; il pezzo su Repubblica di Sigmund Ginzberg, che racconta come il figlio abbia deciso di non votare Hillary Clinton è esemplare, perché spiega che se Trump è un problema per gli Stati Uniti, la Clinton lo è per il mondo: a ben vedere, ciò che la rende invotabile è la questione generale degli interventi militari in Iraq piuttosto che in Libia, il fatto che gli Stati Uniti abbiano avuto un ruolo nel ritorno del terrorismo, oggi incarnato da Isis, grazie alla loro idea di imporre la democrazia con le bombe. Tutte cose di cui la Clinton è stata espressione fino alla vicenda tragica della Libia, che è roba sua. Allora se un altro, che non è Fidel Castro, ma un personaggio discutibilissimo come Trump dice di voler eliminare la Nato, va votato per quello: Trump dice 'io mi occuperò delle cose del mio Paese', domandandosi perché questo debba essere dominante dalla Libia fino all'Afghanistan o piuttosto perché gli americani, quasi messianicamente, debbano essere nominati per la pulizia del mondo. Di questa cultura Hillary Clinton è rappresentante”.

Tutta la campagna contro Trump, alla fine, si è ridotta alle accuse di molestie contro le donne. Secondo Lei lo ha paradossalmente rafforzato? Sintomo che alle donne interessa anche altro rispetto a queste dinamiche?


Per Sgarbi 'Trump liberazione per gli eterosessuali'. In Italia? 'Dopo Berlusconi, tocca a me: ci sto pensando'
“Qui apriamo un'altra questione importante e cioè che la questione sessuale presuppone, finalmente, anche una liberazione dell'eterosessuale: perché io devo assistere al Gay Pride dove tutto è concesso, ma non posso fare una battuta su una donna? Io sono un noto libertino, lui pure: se a una donna va e io poi faccio delle battute in radio, un po' di caricatura alla Cruciani per esempio, non sono candidabile. Questo principio del politicamente corretto vale solo per noi, e di Trump mi piace proprio il fatto che tutti gli rimproverino di dire apertamente quel che ogni maschio pensa, ma che non si può più dire perché sennò si diventa 'sessisti': ma che vuol dire? Lo si è se si parla di fi..., non lo si è se si parla di cu... Questa cosa proprio non la capisco”.

Negli Usa Trump, in Francia Marine Le Pen, Frauke Petry in Germania: in Italia chi raccoglie questo testimone?


“Una volta finito Berlusconi tocca a me: sono pronto dopo il referendum, qualora Renzi lo dovesse perdere, ad allearmi con Salvini, Grillo e altri. Già nel leader del 5stelle, che è furbo come una volpe, c'è un po' di 'trumpismo', perché come si è visto ha già legittimato il nesso fra il Movimento e Trump, che in realtà non è molto logico: io ho in mente, invece, un grande movimento di libertà che potrebbe nascere dopo la consultazione referendaria, idea che nasce dopo aver rivisto in televisione tutta una serie di personaggi i quali ti fanno venire voglia di non rimanere fermo, ma di fare qualcosa, di muoverti. La mia visione del mondo coniuga un elemento di rottura, ma anche di esaltazione della bellezza, che io credo potrebbe produrre qualche beneficio. Sono convinto che sia il momento favorevole e non è sufficiente Salvini dopo il superamento di Berlusconi, perché ci vuole la rottura ma anche la proposta; certo, se dovessimo analizzare le figure che più si avvicinano in Italia a Trump, penso si possa pensare a Salvini, che ritengo avrà una crescita e non escludo che, a seconda di come sarà il sistema elettorale, si possa arrivare ad una specie di alleanza fra Lega e Grillo, come componenti più dirompenti e portatrici di un certo vitalismo politico. C'è da dire, storicamente, che quel che ha fatto Renzi all'inizio eliminando l'establishment, è un po' quello che è accaduto alle elezioni americane: il paradosso che va messo in evidenza è che noi abbiamo già avuto i nostri Trump, prima con Berlusconi e poi con Renzi, quindi siamo stati fra i primi a sperimentare questo discorso, che ha portato ad eliminare tutta una serie di personaggi, mentre in America sono arrivati a farlo dopo Obama con Trump e la Clinton”.
autore / intelligo
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