Depressione, malattia invisibile: uno su tre si cura: "Parametri artigianali"

10 novembre 2016 ore 20:59, Andrea Barcariol
Le persone che soffrono di depressione spesso decidono di non curarsi. Precisamente due malati su tre. Il motivo è nella  «paura degli effetti collaterali e di diventare dipendente dalle cure». E' quanto emerge dai dati della Società Italiana di Psichiatria (Sip), che a Milano ha anticipato i temi di un convegno di due giorni che si aprirà domani 11 novembre. Spesso le persone che si trovano ad affrontare questo tipo patologia non si percepiscono nemmeno come malati, un problema che non ha aiutato a migliorare l'offerta di farmaci. «Gli antidepressivi sono molti e non sono tutti uguali» chiarisce Claudio Mencacci, presidente Sip e direttore del Dipartimento di Neuroscienze dell'Ospedale Fatebenefratelli- Sacco di Milano «sebbene non esistano ancora 'pallottole d'argento' efficaci con certezza sul singolo caso, dobbiamo puntare a una medicina di precisione che massimizzi i risultati con i minimi effetti collaterali». 

Depressione, malattia invisibile: uno su tre si cura: 'Parametri artigianali'
Ad oggi spiega lo specialista, «le terapie vengono personalizzate sulla base di pochi parametri "artigianali", non sempre frutto di linee guida o solide evidenze scientifiche. Invece dobbiamo sfruttare parametri che si stanno rivelando importanti per predire la risposta del paziente alle cure, guardando anche alla presenza di specifici sintomi o condizioni che indichino l'opportunità di un trattamento più intensivo fin da subito». Nel dettaglio, i cinque parametri da valutare sono: dati genetici, biomarcatori, neuroimaging cerebrale, tipologia di depressione, e sintomi indicativi di una maggior probabilità di resistenza alle cure. Nel nostro Paese il 10% della popolazione ha sofferto almeno una volta nella vita di depressione.




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