Referendum, giudice boccia il ricorso di Onida: "Non leso diritto di voto"

10 novembre 2016 ore 21:59, Andrea Barcariol
Sono stati respinti i due ricorsi presentati dall’ex presidente della Corte Costituzionale Valerio Onida e da un pool di legali sull’eccezione di legittimità costituzionale della legge del ’70 istitutiva del referendum. Secondo Onida, la legge 352/1970 che regolamenta i referendum in Italia avrebbe dovuto essere sottoposta al vaglio della Corte Costituzionale, nella parte in cui non prevede l'obbligo di 'spacchettare' il quesito proposto agli elettori qualora la consultazione riguardi una pluralità di argomenti. Il ricorso avrebbe potuto far slittare la data del referendum costituzionale del 4 dicembre, ma secondo il giudice civile di Milano, Loretta Dorigo «il diritto di voto non pare leso dalla presenza di un quesito esteso e comprensivo di un'ampia varietà di contenuti». Nelle motivazioni che accompagnano il verdetto si spiega che è la stessa Costituzione, con l'articolo 138, a «connotare l'oggetto del referendum costituzionale come unitario e non scomponibile». Valutare la portata della riforma, e quindi decidere se convalidarla oppure no nella sua interezza, è un compito che secondo il giudice spetta «a ogni singolo elettore», chiamato a esprimere un voto «sulla base della prevalenza del giudizio favorevole o sfavorevole formulato in ordine a talune sue parti, ovvero, secondo ogni altra valutazione».

Referendum, giudice boccia il ricorso di Onida: 'Non leso diritto di voto'
La decisione è stata resa nota dal presidente del tribunale Roberto Bichi che in una nota ha comunicato che «oggi 10 novembre 2016 la giudice dottoressa Loretta Dorigo ha depositato le ordinanze con cui sono stati decisi i ricorsi concernenti la richiesta di provvedimenti cautelari riguardanti lo svolgimento del referendum costituzionale del prossimo 4 dicembre 2016". Con le «predette ordinanze la giudice Dorigo ha rigettato la richiesta cautelare». I due ricorsi, quello di Onida e quello di un pool di avvocati, erano stati discussi nelle scorse settimane davanti al giudice che si era riservato e la cui decisione è arrivata oggi. Il giudice ha riportato alcuni interventi svolti da vari membri della Costituente «a favore di un intervento di revisione anche assai ampio».


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