Francesco nomina nuovi cardinali, via "il partito italiano": chi sono i 17 porporati

10 ottobre 2016 ore 8:44, Americo Mascarucci
"Saranno gli stessi dei due altri concistori. Sceglierò i cardinali un po’ dappertutto, perché la Chiesa è in tutto il mondo. La lista è lunga, ma ci sono soltanto tredici posti. E si deve pensare di fare un equilibrio. A me piace che si veda, nel Collegio cardinalizio, l’universalità della Chiesa: non soltanto il centro europeo; ma i cinque continenti, se si può".
Così Papa Francesco ha motivato la scelta dei 13 nuovi cardinali potenziali elettori in un eventuale Conclave, cui si vanno ad aggiungere 17 ultra ottantenni per i quali la porpora sarà soltanto "onorifica". Saranno nominato nel concistoro di novembre. 
Ancora una volta il Papa ha guardato alle periferie del mondo con l'obiettivo proprio di ridimensionare il potere "eccessivo" dei cardinali europei. E a farne le spese sono stati soprattutto gli italiani che stanno vedendo sempre di più marginalizzato il ruolo che, nel bene o nel male, il cosiddetto "partito italiano" ha esercitato all'interno dei sacri palazzi.
Infatti fra i nuovi porporati elettori c'è un solo italiano ossia il nunzio apostolico in Siria Mario Zenari, che resta alla nunziatura di Damasco. 

Ma chi sono i 13 nuovi cardinali? Andiamo a scoprirlo.
A Mario Zenari si aggiungono: Dieudonne Nzapalainga, arcivescovo di Bangui, nella Repubblica centrafricana; Carlo Osoro Sierra, arcivescovo di Madrid in Spagna, Sergio da Rocha, arcivescovo di Brasilia in Brasile, Blase Cupich, arcivescovo di Chicago negli Stati Uniti, Patrick D’Rozario, arcivescovo di Dhaka in Bangladesh, Baltazar Enrique Porras Cardozo, arcivescovo di Merida, in Venezuela, Jozef De Kesel, arcivescovo di Maline-Bruxelles, in Belgio, Maurice Piat, arcivescovo di Port Louis nella Isola Maurizio. E ancora: Kevin Farrell, prefetto del dicastero per i laici, famiglia e vita, Carlos Aguiar Retes, arcivescovo di Tlalnepantla in Messico, John Ribat, arcivescovo di Port Moresby, in Papua Nuova Guinea, Joseph William Tobin, arcivescovo di Indianapolis negli Stati Uniti.  
 
I quattro nuovi cardinali che, avendo superato gli ottanta anni, non potrebbero votare in un eventuale conclave, sono invece: Anthony Soter Fernandez, arcivescovo emerito di Kuala Lumpur (Malaysia), Renato Corti, arcivescovo emerito di Novara, Sebastian Koto Khoarai, vescovo emerito di Mohale’s Hoek, nel Lesotho e il reverendo Ernest Simoni, sacerdote dell’arcidiocesi di Shkodre-Pult (Scutari-Albania) a lungo perseguitato dal regime comunista albanese. E' stato a lungo carcerato e costretto ai lavori forzati nelle fogne di Scutari prima di tornare al suo ministero attivo in seguito al crollo del regime comunista.
Emblematiche infatti le scelte di Zenari e di Simoni: il primo sta gestendo la difficilissima crisi siriana e il Papa ha inteso dare così un segno di grande vicinanza alle popolazioni martoriate di Aleppo e dintorni, mentre la scelta di Simoni sembra proprio valorizzare quella Chiesa "di frontiera", la Chiesa della testimonianza, la Chiesa che non si piega alle violenze, alle sopraffazioni del potere e resiste a tutti i tentativi di ridurla al silenzio. Un martire vivente Simoni, che oggi vede coronate con la porpira, tante sofferenze patite per difendere la fede dalle violenze dell'ateismo di stato. Che sia un segnale anche verso la sempre più diffusa "dittatura del relativismo" che come il comunismo di ieri vorrebbe mettere il bavaglio alla Chiesa?
Ad ogni modo si tratta di cardinali estranei agli ambienti di Curia e che sono considerati vicini a Bergoglio.
Francesco nomina nuovi cardinali, via 'il partito italiano': chi sono i 17 porporati
Il Papa sta preparando la sua successione, garantendo una maggioranza bergogliana in un'eventuale prossimo prossimo conclave?
Di certo la geografia del Collegio cardinalizio è decisamente cambiata rispetto agli inizi del pontificato di Francesco.
I nuovi porporati provengono 5 dall'Europa, 4 dal Nord America, 2 dall'America Latina, 3 dall'Africa, 2 dall'Asia e 1 dall'Oceania. 
Il numero dei cardinali che potrebbero entrare in Conclave per eleggere il nuovo Pontefice è ora di 121, mentre 107 sono cardinali non elettori.
La suddivisione per aree geografiche dei 121 elettori vede 54 cardinali europei, 17 nordamericani, 4 centroamericani, 13 sudamericani, 15 africani, 14 asiatici e 4 oceanici. Per quanto riguarda le singole nazioni, l'Italia resta quella più rappresentata con 25 cardinali elettori, seguita dagli Usa con 10, da Francia e Brasile con 5, da Spagna, Polonia, India e Messico con 4, da Germania e Canada con 3, da Portogallo, Argentina, Venezuela e Filippine con 2 cardinali elettori.
Per quanto ancora?


 

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