Marino silura Orfini (ma non Renzi): "Deve dimettersi, ha affossato Pd"

10 ottobre 2016 ore 10:35, Andrea De Angelis
"Per me l'onorabilità è il valore più importante, e quelle accuse così violente mi hanno ferito". Parola di Ignazio Marino, ieri ospite alla trasmissione della direttrice Lucia Annunziata "In 1/2 ora" a 48 ore dall'assoluzione per il cosiddetto caso "degli scontrini". 

Il sindaco ne ha per tutti e parla di un altro caso "montato ad arte", quello cosiddetto della "Panda rossa". Così il chirurgo: "Se l'immagini un sindaco che violava le norme della sua città. Certo - ha proseguito Marino - le multe arrivate le ho pagate perché vanno pagate: ma ho un permesso con scritto 'Sindaco' e devo andare a vedere che sia scaduto invece di occuparmi di fatti della città? Ma su...", domanda con sarcasmo all'Annunziata. La quale ovviamente non evita di fare nomi e cognomi e così si parla di Orfini, Renzi, ma anche di Luca Lotti. Fino al sindaco Raggi.

Marino silura Orfini (ma non Renzi): 'Deve dimettersi, ha affossato Pd'
L’ex sindaco parte dal commissario romano, presidente nazionale del partito. "Uno - dice - che non ha mai amministrato nulla, ha chiuso circoli, ha lasciato debiti con le morosità delle sezioni, ha portato alla più grave disfatta del partito a Roma dagli ultimi 30 anni: in un’azienda uno così si dimetteva e invece resta attaccato alla poltrona". Marino è convinto che la sua persona "non conveniva più" e fa degli esempi concreti: "Non convenivo quando volevo scegliere i manager di Acea e delle partecipate e volevo gente selezionata sul mercato. Non convenivo quando ho detto che volevo Olimpiadi che lasciassero un lascito alla città e invece il presidente del Coni e di Roma 2024 volevano costruire a Tor Vergata, in un’area incolta e lontana da tutto. Non convenivo quando ho sospeso il monopolio di Cerroni".
E così nel mirino finisce (anche) il nuovo sindaco. "La prima azione della sindaca Raggi - ha ricordato - è stata chiedere la riapertura di un tritovagliatore di proprietà di Manlio Cerroni che trattava 1000 tonnellate di rifiuti", un impianto "che noi avevamo chiuso: penso che questo parli da sé".
Su Renzi però è meno duro. Anche, se vogliamo, a sorpresa. "Credo che il presidente del Consiglio, che certamente è persona scaltra e intelligente, abbia zero informazioni sulle condizioni della città di Roma da un punto di vista economico e finanziario e sia stato molto mal consigliato. Però - prosegue Marino - con un dialogo col Sindaco avrebbe capito la situazione della Capitale e sarebbe stato uno dei miei principali sostenitori"
Infine l'affondo su Luca Lotti “si deve vergognare, chiudersi a casa e non uscire mai più” per le sue parole su Masimo D'Alema.



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