Riforma Pensioni, ultimissime: quattordicesima 'allargata' ma allarme coperture

10 ottobre 2016 ore 21:33, Luca Lippi
In un’intervista rilasciata al Corsera dal ministro Poletti, emergono gli ultimissimi aggiornamenti sulla Riforma. Il ministro si sofferma, incalzato dalle domande, sulla questione delle quattordicesime, riguardo poi l’impianto generale della riforma, l’aggiornamento ultimo segue alle considerazioni dei Poletti.

Quattordicesime
Di quanto aumenterà la quattordicesima?
Per le persone che la prendono già, cioè quelle che hanno un importo di pensione fino a 1,5 volte il minimo (750 euro circa, ndr.) l’incremento sarà intorno al 30% - risponde il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti -. Per chi ha una pensione tra 1,5 e 2 volte il minimo (750-1.000 euro circa, ndr.) la quattordicesima sarà introdotta per la prima volta in una misura pari a quella finora erogata alla vecchia platea (da 336 a 504 euro in base ai contributi versati, ndr.). Questo per evitare sperequazioni a favore delle pensioni più alte”.
Col 30% in più la vecchia quattordicesima arriverà a un massimo di 650 euro?
Le cifre esatte saranno definite nella legge di Bilancio, ma l’ordine di grandezza è quello che le ho detto”.

In estrema sintesi riguardo l’impianto dell’intera riforma
Stando alle ultime notizie, sembra che tutto sia stato fatto, via libera alla mini pensione per tutti, alla quota 41, a novità pensioni che per chi è impiegato in occupazioni faticose, aumento delle pensioni base. 
Ma di tutte queste novità, realmente non è stato fatto nulla, o quasi nulla, ad eccezione dell’aumento delle pensioni inferiori, oltretutto (per difficoltà oggettive)non è stato definito il reale budget che dovrà essere impiegato per la realizzazione delle diverse novità per le pensioni. 
Di certo c’è solo che è stato definito un rialzo di circa 40 euro per i pensionati che percepiscono redditi pensionistici mensili fino a mille euro al mese. Le stime parlano di una platea di circa 1,2 milioni di pensionati. Assodata questa misura, per le altre ci sono ancora molti interrogativi cui rispondere.
La mini pensione ci sarà, ma non per tutti come si dice, le risorse sono poche e dovrebbero essere privilegiati coloro che sono rimasti senza occupazione e mancano, poi, tutti gli ulteriori dettagli di funzionamento di questo meccanismo, dall’entità degli interessi e come saranno calcolati sulla mini pensione ricevuta per l’anticipo dell’età pensionabile; chi, quanto e come coprirà l’assicurazione; quali sono le soglie di reddito effettivo (1.200 o 1.500 euro?) fino alle quali la mini pensione non prevedrà alcun onere? 
Passando alla condizione dei lavoratori che sono entrati giovanissimi nel mondo occupazionale, per la cosiddetta quota 41 da inserire nella mini pensione sono stati definiti paletti precisi per cui non tutti potranno beneficiare di questa novità e resta ancora da presentare una definizione precisa e puntuale delle occupazioni faticose in modo da poter inquadrare i relativi lavoratori che potrebbero poi usufruire della mini pensione.
Ape social
Poletti alle domande sull’Ape social, che nei fatti è la questione più costosa in assoluto, risponde al Corsera come segue;
L’Ape agevolata, cioè a costo zero, sarà per le pensioni fino a 1.500 euro lordi o il tetto sarà inferiore?
Questo punto incrocia quello del lavoro gravoso, nel senso che con lo stanziamento di sei miliardi nel triennio dobbiamo far fronte a tutte le misure. Il tetto dipende dal punto di equilibrio finale”.
Riguardo la definizione delle categorie di “lavoro gravoso” che hanno diritto all’Ape agevolata e a uscire prima se precoci . Vi rientreranno anche maestre d’asilo, edili e macchinisti?
È presto per rispondere. Il confronto coi sindacati è ancora aperto per individuare le categorie secondo i parametri concordati, tenendo conto delle risorse disponibili”.
In concreto, a monte di tutto, è fondamentale che siano confermate le clausole di emergenza, senza le quali non potranno essere individuate reali disponibilità liquide per affrontare anche solo in parte la Riforma.
La conferma al momento di 6 miliardi per i prossimi 36 mesi, come confermato dalle ultime notizie si tratta di un budget generale che non è stato diviso per anni e non si sa, infatti, quanti soldi saranno impiegati per la realizzazione di novità per le pensioni per quest’anno. Le ultime notizie ipotizzavano una spesa di 1,5 miliardi di euro, destinato poi a crescere nei prossimi anni fino ad arrivare a 6 miliardi. Ma se così fosse come si potrebbe davvero pensare di realizzare novità per le pensioni davvero reali, quando un miliardo e mezzo, secondo gli ultimi annunci, costerebbe solo l'aumento delle pensioni base?
In questo modo rimane scoperta la disponibilità per la mini pensione e la quota 41, cui probabilmente potrebbe essere destinata una somma inferiore ai 500 milioni di euro, questa cifra non basterebbe assolutamente per far qualcosa di importante.
Detto questo si evince che di novità vere e proprie non ce ne sono, e soprattutto non si recse a capire bene su cosa si sarebbero accordati Governo e parti sociali nel tavolo di concertazione. In concreto si sa che il 28 ottobre si dovranno riunire di nuovo, e probabilmente da questo incontro dovrebbe emergere una situazione più chiara. 
Tutto è legato alle trattative comunitarie per la concessione dell’extra deficit al nostro Paese. In quel caso si avrebbero ulteriori soldi da destinare a importanti provvedimenti per la crescita, tra cui potrebbero rientrare le novità per le pensioni, sempre che per il governo (i tecnici si sarebbero già pronunciati) la riforma rappresenti realmente una priorità cui dedicarsi.

autore / Luca Lippi
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